“Una forca per l’impiccagione e delle sale per assistere”: il video shock in cui Ben-Gvir mostra il cantiere del nuovo centro per la pena di morte
“Ecco la struttura, qui verranno giustiziati i terroristi. Ci sarà una forca per l’impiccagione e delle sale da cui si potrà assistere all’esecuzione“. A pronunciare frasi così violente come se nulla fosse è ancora una volta il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir. E lo fa in un video postato sui suoi canali social. Con il sorriso sulla faccia di chi è compiaciuto e orgoglioso di ciò che sta mostrando, commenta i lavori di un cantiere alle sue spalle. È quello per il nuovo centro per la pena di morte, tanto voluto dal leader della destra di Tel Aviv che con tali macabre scene punta a strizzare l’occhio a una parte della popolazione in vista delle elezioni d’autunno.
D’altronde, lo scorso marzo, l’introduzione della pena di morte per i detenuti palestinesi nell’ordinamento israeliano era stata festeggiata da Ben-Gvir con brindisi e abbracci. Ora lo strumento per mettere in pratica la legge è “quasi pronto”: “Una corda per l’impiccagione e stanze per assistere all’esecuzione, dove le vittime del reato potranno venire a guardare, come negli Stati Uniti, tra l’altro”, dice il ministro. “Stiamo realizzando ciò che avevamo promesso. Guardate: c’è chi ci ha deriso. Questo luogo comincia a prendere forma”, conclude.
Solo pochi giorni fa, durante un podcast in cui conversava con Rom Braslavski, ex ostaggio di Hamas, il ministro della Sicurezza nazionale ha sostenuto la necessità di uccidere “tra le 30 e le 40” persone ogni notte a Gaza.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.