Trump e Putin, due narrazioni, un bersaglio: "Le piazze calde d’Europa causate da leader inadeguati"

A Fox News Trump ha detto che i problemi che stanno vivendo nelle piazze i Paesi europei sono creati da persone che “odiano” Spagna, Francia e Italia e che non ne sarebbero originarie, e che i governi “li lasciano entrare”. Putin, in un’intervista alla tv di Stato russa citata dalla Tass, ha respinto l’idea che Mosca sia dietro i disordini. Secondo il leader del Cremlino, le accuse alla Russia dimostrano la debolezza e l’incapacità di alcuni leader europei di assumersi la responsabilità di quanto accade.
Bruxelles, il 21 ottobre, ha reso noto che le autorità Ue stanno esaminando possibili “interferenze online” e campagne di disinformazione da Paesi extra-Ue che potrebbero aver alimentato le proteste in Francia e altrove. Secondo il Financial Times, tra i Paesi sospettati ci sarebbero anche Iran e Algeria, oltre alla Russia. In Italia il ministro della Difesa Crosetto ha parlato di una “guerra ibrida” condotta contro il Paese. I servizi francesi hanno osservato che la protesta è stata accelerata da blogger e influencer i cui video sono diventati virali grazie all’intervento di potenze straniere, in primis la Russia.
Da Mosca il tono era già di compiacimento. Dmitriev ha parlato di “suicidio della società occidentale”, mentre Peskov ha definito i disordini prossimi al caos. L’intervista di Putin del oggi arriva dopo questi commenti e li ribalta: non è Mosca a creare il caos, sono i leader europei a non saper governare il malcontento.
Sullo sfondo ciò che le due versioni lasciano fuori. Le piazze europee sembrano motivate soprattutto da prezzi, carburanti e casa, non da una sola questione. Le prove dell’interferenza straniera sono ancora oggetto di indagine, e finora si basano su valutazioni di servizi e autorità, non su un quadro pubblicamente verificato.
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