L’eurodeputato Fdi Mantovani querela un pensionato che chiede conto dell’uso dei soldi del Pnrr. Parte raccolta fondi per le spese legali
Da quasi mezzo secolo vive a Castelletto, frazione di Cuggiono nel cuore del Parco del Ticino e affacciata sul Naviglio Grande. Achille Moneta – 72 anni, pensionato – non è un criminale, è un uomo che pratica la cittadinanza attiva. E che per questo finirà davanti a un giudice. Ha fatto troppe domande e ha avuto la sfortuna di incrociare sul proprio cammino un politico ricco e potente. Voleva sapere come sarebbero stati spesi 10,3 milioni di euro del Pnrr, soldi pubblici elargiti a un privato per trasformare la seicentesca Villa Clerici in uno studentato universitario. Ne ha scritto su Facebook, chiamando in causa Mario Mantovani, eurodeputato di Fratelli d’Italia, sindaco di Arconate ed ex vicepresidente della Regione Lombardia. Che lo ha querelato per diffamazione. La Procura di Busto Arsizio ha chiesto l’archiviazione, ma il politico si è opposto: l’udienza davanti al Gip è fissata per il 3 dicembre. Intanto, per sostenere le spese legali del pensionato, è partita una raccolta fondi dal basso che ha raggiunto 640 euro, grazie a piccole somme versate da semplici cittadini in solidarietà con un uomo libero, anche di criticare un potente.
La storia comincia con due post su Facebook. Moneta si interroga sul progetto che prevede la trasformazione di Villa Clerici in una residenza universitaria da 330 posti letto. Vuole capire come saranno utilizzati i finanziamenti pubblici, quanto costeranno le camere, come potranno raggiungere le università centinaia di studenti e quale sarà il futuro dell’immobile una volta terminato il vincolo di destinazione previsto dal Pnrr. Ma soprattutto si chiede quale sia il ruolo di Mario Mantovani in un’operazione promossa da Sodalitas, cooperativa sociale che l’eurodeputato fondò nel 1990, divenendone presidente per poi lasciare anni dopo le cariche sociali.
Mantovani si ritiene diffamato proprio perché Moneta lo ha associato alla cooperativa e al progetto, dai quali sostiene di essere estraneo. “Secondo l’onorevole Mantovani – spiega Moneta – avrei pubblicato due post diffamatori su Facebook, nei quali parlavo di finanziamenti pubblici per oltre 10 milioni di euro ad iniziative private. So che molti querelati, in situazioni simili, sono intimoriti dallo stress a cui vanno incontro e dai costi: anch’io lo sono, non ho dimestichezza con i tribunali“. Ma il pensionato aggiunge di essere convinto che la giustizia debba garantire a tutti gli stessi diritti, indipendentemente dalla condizione economica e sociale. Per questo non vuole che la vicenda si esaurisca in un confronto giudiziario privato. Lanciare un crowdfunding è un appello all’intera comunità, affinché chi esprime le proprie opinioni non venga lasciato solo.
Ma perché un eurodeputato querela un pensionato? Il punto centrale è la cooperativa Sodalitas, soggetto promotore dello studentato e beneficiario dei 10,3 milioni di euro del Pnrr. Sul piano formale Mantovani ha ragione: una visura camerale indica come presidente Lorenzo Pobbiati, vicepresidente Angela Gorla e consigliere Simone Zorzi. Lui non compare. L’assenza di incarichi societari, però, non coincide per forza con l’estraneità a un progetto. E proprio su questo punto emergono circostanze che rendono le domande di Moneta del tutto legittime.
Per esempio, quella sui 10,3 milioni di fondi Pnrr: “Al termine dei lavori, il valore dello storico immobile sarà molto maggiore, indipendentemente dal successo o meno del progetto di studentato: chi ne trarrà giovamento, dato che si tratta anche di soldi pubblici, di soldi nostri?”. Oppure quella sulla scarsa informazione: “Un’opera così impattante è stata discussa con la comunità locale? Ne è stata perlomeno informata? Gli amministratori mi dicono che non ci sono stati confronti”. E anche le considerazioni sulla visita del ministro Tommaso Foti a Cuggiono nel maggio 2026, in occasione della campagna elettorale: “Il ministro verrà, oltre che per supportare la lista di destra e il suo candidato sindaco, forse anche per vedere come vengono usati i fondi Pnrr da lui assegnati alla società del suo compagno di partito (compagno solo nel senso che sono entrambi di Fratelli d’Italia) onorevole Mantovani, per la ristrutturazione di Villa Clerici”.
Del resto, a parlare pubblicamente e sui giornali dello studentato di Castelletto, illustrandone caratteristiche, tariffe delle camere e prospettive, è stato Vittorio Mantovani, figlio dell’eurodeputato. Che non è tra gli amministratori della cooperativa. Eppure promuove il progetto, sostenendo peraltro che la trasformazione della villa in un servizio per gli studenti era un sogno di suo padre. Poi, soprattutto, c’è il ruolo svolto personalmente da Mario Mantovani nei rapporti con il Comune di Cuggiono. Il 22 aprile 2026 l’amministrazione comunale pubblica una nota ufficiale, nella quale si legge: “Abbiamo incontrato i promotori (Sodalitas, i progettisti e l’eurodeputato Mantovani) e in tale occasione ci è stato illustrato il progetto”. Ancora più preciso l’allora sindaco Giovanni Cucchetti, sentito da ilfattoquotidiano.it: “In Comune si presentò personalmente l’onorevole Mantovani, assieme al progettista, ingegner Luigi Paolino. E fu Mantovani a illustrare il progetto dello studentato. Inoltre, tempo prima era stato proprio lui a chiamarmi per chiedermi, preventivamente, se il Comune fosse d’accordo”. Dunque, secondo l’ex primo cittadino di Cuggiono, Mantovani non si limita ad accompagnare i promotori all’incontro istituzionale, ma contatta preventivamente il sindaco per testarne il gradimento sui lavori di recupero in Villa Clerici.
Tutti elementi che spiegano perché Achille Moneta abbia chiamato in causa il politico di Fratelli d’Italia nei suoi post. Voleva solo sapere come vengono spesi i soldi pubblici. Ora dovrà spendere i propri per difendersi da una querela. In Italia, spesso, fare domande costa.
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