In Francia calano le proteste studentesche, ma aumentano gli episodi di violenza

In Francia le proteste del movimento studentesco, giunte alla quarta settimana, mostrano segnali contrastanti. Da un lato il numero di scuole completamente chiuse è in calo rispetto ai giorni scorsi; dall'altro si registra un aumento degli episodi di violenza, che lunedì 12 ottobre hanno portato al ferimento di almeno otto dipendenti dell'Istruzione pubblica in diverse città del paese.
Gli scontri e le tensioni arrivano alla vigilia di una nuova giornata di mobilitazione e scioperi indetta a sostegno degli studenti.
Secondo i dati diffusi dal ministero dell'Istruzione nazionale, lunedì era aperto il 96,5 per cento degli istituti scolastici. Le chiusure totali sono state 130, rispetto alle 172 di venerdì scorso e alle centinaia registrate nei giorni di picco della protesta a inizio ottobre.
Anche l'estensione geografica delle proteste si è ridotta: i dipartimenti coinvolti dalle chiusure sono scesi da 33 a 27 e in altri 74 non si è registrata alcuna interruzione delle attività. Il ministero non ha però fornito dati sul numero di scuole che, pur rimanendo aperte, hanno subito blocchi parziali o forti rallentamenti.
Parallelamente al calo complessivo dei blocchi, il governo ha segnalato una concentrazione delle tensioni in alcune zone specifiche, in particolare a Créteil, nella regione di Parigi, a Bordeaux e a Lione.
L'episodio più grave è avvenuto a Reims, dove due agenti scolastici sono rimasti feriti dopo essere stati colpiti da fuochi d'artificio e pirotecnici; uno di loro è stato colpito alla schiena. La procura locale ha aperto un'inchiesta, ma al momento non ci sono stati fermi.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, parlando a margine del Salone dell'Automobile di Parigi. Macron ha dichiarato che le rivendicazioni dei giovani riguardano temi reali che meritano “tempo, confronto e discussione”, ma ha ribadito che le proteste devono svolgersi “nella calma, nell'ordine e nel rispetto delle persone e dei beni”. Il presidente ha inoltre accusato alcune forze politiche, in particolare il partito di sinistra La France insoumise, di aver cercato di strumentalizzare la rabbia degli studenti.
Le mobilitazioni studentesche proseguono mentre il governo sta iniziando ad attuare le prime misure annunciate la scorsa settimana per rispondere alle criticità del sistema scolastico, tra cui l'impiego di 3.000 professori supplenti.
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