Staccioli, un' 'Aliena' dai vertici della ginnastica alla danza
Il sogno di bambina di affermarsi
come ballerina, sospeso per anni mentre saliva ai vertici della
ginnastica ritmica nazionale ed internazionale, riuscì infine a
inverarsi per Giulia Staccioli, la coreografa fondatrice 31 anni
fa del progetto di danza atletica e acrobatica 'Kataklò Athletic
Dance Theatre' che ha deciso di raccontare il suo percorso in un
libro autobiografico, 'Aliena'. Riprende il titolo dello
spettacolo con cui Kataklò ha festeggiato il proprio
trentennale, ma si spiega anche con la confessione che apre il
testo, "da sola sto bene. Con gli altri, invece, mi sono sempre
sentita sola".
L'esperienza della ginnastica, con la sua disciplina e le sue
durezze, è stata fondamentale per la futura coreografa. Anni di
impegno, dagli inizi nel 1976 fino al ritiro nel 1990 e,
nonostante gli infortuni e un ambiente sportivo non sempre
capace di proteggerla - nel libro racconta le molestie subite in
ambito sportivo, taciute per anni per paura di non essere
creduta -, Staccioli ha vinto per tre anni il titolo di
campionessa italiana ed è arrivata a prendere parte a due finali
olimpiche, a Los Angeles nel 1984 - quando ha ottenuto il
settimo posto assoluto nel concorso generale -, e a Seul nel
1988, dove ha conosciuto il futuro marito, il pallavolista
azzurro Andrea Zorzi.
Lo sport le ha dato tanto, ma la passione per la danza l'ha
spinta a trasferirsi a New York, dove ha lavorato con maestri
come Martha Graham, Merce Cunningham e Alvin Ailey prima di fare
la conoscenza della compagnia 'Momix', con cui ha girato il
mondo in tournée per tre anni. "L' esperienza mi è servita - ha
spiegato l'artista - per capire quali potenzialità artistiche ha
un ginnasta. La base è sempre la conoscenza del corpo, messa
però al servizio del movimento e non dell'acrobatica". Da quella
esperienza, nel 1995, è nato 'kataklò', che in greco antico
significa 'io ballo piegandomi e contorcendomi'. Danza e
ginnastica, sport e arte, una connessione naturale che si sono
intrecciate nelle vicende professionali e personali di
Staccioli, che nel libro - appena uscito in libreria per i tipi
di Maretti Editore - fa un racconto onesto e senza filtri di
cadute, risalite, relazioni familiari complesse e scelte
controcorrente. Non sentirsi mai del tutto "al posto giusto" è
diventato per lei sorgente di forza creativa.
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