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Thursday, October 1, 2026

Cercava “come fare amicizia a L’Aquila” su Google e si è ritrovato a cena con 20 sconosciuti: la pizzeria dove è successo qualcosa che nessuno aveva previsto

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Doveva essere una semplice serata. È diventata, per chi c’era, qualcosa di molto più grande. Da Bufalarium, la pizzeria di via Strinella a L’Aquila, martedì sera 29 settembre una tavolata di giovani tra i 18 e i 25 anni si è trasformata in un’occasione per rompere la solitudine e farsi nuovi amici. Lo riporta il Messaggero.

A raccontarlo è il titolare, Zicca, imprenditore di 45 anni, calabrese di nascita ma aquilano d’adozione, che ammette di essere rimasto spiazzato lui per primo: l’atmosfera, spiega, era quella di un falò, con tutti riuniti attorno al fuoco e una gran voglia di conoscersi, come se quei ragazzi si frequentassero da sempre.

A rispondere all’invito sono state soprattutto ragazze, con diversi studenti fuori sede. C’è chi è arrivato in gruppo e poi, di proposito, si è seduto ai quattro angoli della tavolata per incontrare più persone possibile.

Le storie della serata sono tante. C’è lo studente di Carsoli, in città da appena un mese, che aveva digitato su Google “come fare amicizia all’Aquila” e si è imbattuto proprio nell’articolo che annunciava la cena. C’è la coppia di commensali che, chiacchierando, ha scoperto di abitare uno di fronte all’altra senza essersi mai incrociata. C’è la ragazza che ha confidato al titolare la sua demotivazione: studia, ma non ha trovato un lavoro che la soddisfi. E c’è l’unico straniero presente, un giovane egiziano perfettamente integrato, che ha parlato per tutta la sera e ha scambiato i contatti con quasi tutti.

Qualcuno si è spinto oltre il dessert: alcuni ospiti hanno preso accordi con una dipendente del locale per andare a ballare insieme.

Intanto i complimenti non si fermano, sui social come di persona. Già prima dell’apertura, racconta il ristoratore, molti si sono affacciati al locale solo per stringergli la mano. Per questo Zicca non vuole che resti un episodio isolato: una seconda cena non è ancora in calendario, ma l’intenzione è di ripetere l’esperienza ogni tanto, senza date certe per ora.

A far emozionare il ristoratore è stata anche la lettera di una partecipante, che ha scritto di quanto certe emozioni siano impossibili da spiegare se non le si vive. Alla serata era presente inoltre la responsabile di un’associazione di promozione sociale, che ha proposto una collaborazione: se ne riparlerà.

Alla fine, dice Zicca, per qualche ora le differenze, le timidezze e le difficoltà sono scomparse. Restavano solo ragazzi che stavano bene insieme. “Ed era esattamente quello che speravo accadesse”.

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