Arbitri: Massini, '2200 donne con noi, rispetto per tutte loro'
"Oltre 2.200 donne" sono presenti
negli organici dell'associazione arbitri, e a tutte loro, a
partire dalla condanna agli insulti sessisti rivolti ieri da
alcuni spettatori di Como-Venezia a Maria Sole Ferrieri Caputi,
l'Aia sottolinea che "devono essere riconosciuti rispetto,
considerazione e ammirazione".
"L'Associazione italiana arbitri condanna con fermezza ogni
forma di insulto sessista, discriminazione e violenza verbale
rivolta alle proprie associate, ribadendo che comportamenti di
questo genere sono inaccettabili e non possono trovare spazio
nel mondo dello sport", dice il neoeletto presidente, Francesco
Massini. "Si tratta di episodi che, purtroppo, non riguardano
soltanto la serie A ma possono verificarsi anche nelle categorie
giovanili e dilettantistiche, dove ogni fine settimana migliaia
di arbitri e arbitre svolgono con passione, impegno e senso di
responsabilità il proprio ruolo".
"Nell'Aia - prosegue il n.1 dell'associazione - sono presenti
oltre 2.200 donne, pari a circa il 6,7% dell' organico
associativo, che contribuiscono alla crescita e al funzionamento
del movimento arbitrale italiano. Donne che, con competenza,
determinazione e professionalità, scendono in campo per
garantire il regolare svolgimento delle competizioni,
consentendo a calciatori e calciatrici di giocare e a milioni di
appassionati di vivere le emozioni di questo sport. A tutte loro
devono essere riconosciuti rispetto, considerazione e
ammirazione, non solo per il ruolo che ricoprono ma soprattutto
per la passione e la dedizione con cui scelgono di mettersi al
servizio del calcio". L'Aia, conclude Massini, "ribadisce il
proprio impegno nel promuovere una cultura sportiva fondata sul
rispetto, sull'inclusione e sulla parità di trattamento, nella
convinzione che il contrasto a ogni forma di discriminazione
rappresenti una responsabilità condivisa da tutte le componenti
del sistema calcistico. Il rispetto non può dipendere dalla
categoria, dal genere o dal campo sul quale si arbitra. È un
valore imprescindibile, dentro e fuori dal terreno di gioco".
Gli insulti sessisti sono stati rivolti a Ferrieri Caputi,
prima arbitra in A, in Como-Venezia, durante la quale ha prima
concesso un rigore al Como, poi realizzato da Da Cunha, e poi
concesso un altro al Venezia, tranne poi, richiamata dalla sala
Var, revocarlo dopo l'on field rewiew: l'azione sarà oggetto
dell'analisi tecnica del designatore arbitrale, Daniele Orsato,
presente in tribuna al Sinigaglia e uscito dallo stadio a fine
partita, secondo gli osservatori, contrariato in volto.
La linea del designatore è quella di limitare l'intervento
del Var secondo le regole stringenti del protocollo, dando
all'arbitro in campo la responsabilità primaria della scelta;
nella fattispecie, il rapporto tra intervento Var e decisione
dell'arbitra sarà valutata al termine della giornata di
campionato (stasera ci sono due posticipi). In ambienti
arbitrali si fa notare, in attesa di analizzare il tocco di mano
del giocatore Como, l'ultimo tocco prima dell'intervento
fischiato è di un suo compagno, non di un avversario. Una
situazione che, di consueto, non determina fallosità nel tocco
di mano
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