In Francia pugno duro per i saccheggi: coprifuoco a oltranza nelle grandi città
L'annuncio su X del primo ministro francese il giorno dopo l'entrata in vigore dei primi coprifuoco in diverse citta, che "ha contribuito alla calma della notte". Oltre 2.500 fermi dall'inizio delle proteste, 67 in carcere
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Parigi sceglie la linea dura: coprifuoco notturno a oltranza nelle grandi città, pugno duro sui casseur - sui quali piovono dure sentenze e pene detentive nei processi per direttissima - e dispiegamento di polizia "massiccio" e più mobile per sabato prossimo in vista dell'Atto II della protesta di studenti e gilet gialli, dopo le violenze del 17 ottobre. Con il giro di vite, il governo tenta anche di arginare l'evidente crescita di consensi dell'estrema destra del Rn, che si presenta come "partito dell'ordine". Sul fronte opposto, sull'estrema sinistra piovono le accuse del premier, Sébastien Lecornu, che denuncia in Parlamento la responsabilità di "schemi insurrezionali dell'extra gauche".
Coprifuoco e pulizia dei monumenti
La Francia continua a essere in ebollizione, le parole di domenica sera di Emmanuel Macron - che aveva annunciato di autorizzare i prefetti a dichiarare il coprifuoco in alcune zone delle città - sono già diventate realtà. Così come il gran lavoro delle squadre del Comune che hanno oggi cominciato a ripulire da migliaia di graffiti i monumenti e i palazzi della capitale, a cominciare dalla colonna della Bastiglia. I pompieri si sono anche arrampicati in cima al monumento alla République, nell'omonima piazza epicentro della protesta e degli scontri, ed hanno sfilato il gilet giallo gigante che era stato infilato alla simbolica scultura che rappresenta la Repubblica.
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Processi per direttissima e pugno di ferro
Ma il giro di vite si è chiaramente avvertito anche nelle aule di tribunale, dove sono cominciate a comparire davanti ai giudici le 123 persone, minima parte delle migliaia di fermati, per le quali il fermo è stato trasformato in arresto e carcerazione preventiva. Per diversi di loro, sono state pronunciate pene più severe del previsto, e anche per quelle di due o tre mesi si prevede nella maggior parte dei casi la carcerazione: "Ci sono state molte condanne alla carcerazione senza sconti o condizionale - ha spiegato il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin -. Queste persone vanno direttamente in cella, anche solo per qualche mese, per pene brevi". Il grosso dei processi per direttissima è atteso per i prossimi giorni.
Il pugno di ferro che il governo tenta di rendere evidente all'opinione pubblica è un tentativo di arginare le critiche su una mancata azione preventiva e repressiva. In particolare, quella di aver schierato un numero di agenti insufficienti lo scorso sabato, nonostante l'annunciata e temibile saldatura fra la protesta degli studenti e il ritorno dei gilet gialli in piazza. Da parte della sinistra, è stato avanzato il sospetto di una manovra per far salire la tensione e passare poi alla repressione, un'ipotesi smentita con forza dall'esecutivo. Oggi il premier, Sébastien Lecornu, è tornato ad accusare l'estrema sinistra di fomentare la violenza, ricorrendo a uno "schema insurrezionale pianificato da gruppuscoli dell'extra gauche".
Il Rassemblement National punta sul malcontento
Secondo i sondaggisti, il Rassemblement National continua a "capitalizzare" il malcontento generale per un ordine pubblico sempre meno rispettato durante le manifestazioni: il partito di Marine Le Pen non manca - in funzione elettorale - di accusare Jean-Luc Mélenchon e La France Insoumise di volere "il caos" nel Paese. Le Pen e Jordan Bardella, suo primo ministro in caso di vittoria alle presidenziali, continuano a puntare il dito contro la "crisi profonda" dopo "10 anni di macronismo", contrapponendo allo sfascio del Paese una "Francia pacificata" dal Rassemblement National.
Sul fronte opposto, il vincitore delle primarie socialdemocratiche, Raphaël Glucksmann, teme che Le Pen sia "la beneficiaria del caos" e che Mélenchon sia il suo "trampolino" di lancio.
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