Sciopero, cos’è la precettazione: significato, tempi e quando si applica


Si tratta di un provvedimento amministrativo straordinario attraverso il quale il governo può limitare o annullare gli scioperi o le interruzioni di alcuni servizi. Può essere adottato dalla presidente del Consiglio o da uno dei ministri e può portare a sanzioni per chi non lo rispetta. Chi protesta può fare ricorso davanti a un giudice. Ecco come funziona e alcuni casi recenti
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COS’È LA PRECETTAZIONE
- La precettazione è un provvedimento amministrativo con cui si può limitare lo sciopero, diritto riconosciuto dall'articolo 40 della Costituzione. L'articolo della Carta dice che "il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano". La possibilità di emettere un'ordinanza di precettazione è prevista dalla legge numero 146 del 1990, che prevede la necessità di coniugare il diritto di sciopero con i diritti di godimento della persona.
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ENTRO QUANDO VIENE ADOTTATA
- Secondo quanto disciplinato dalla legge 146 del 1990, e successivamente modificata nel 2000, l'ordinanza di precettazione viene adottata 48 ore prima dell'inizio dell'astensione collettiva, salvo il caso in cui sia ancora in corso il tentativo di conciliazione o sopravvengano ragioni di urgenza.
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I MOTIVI
- Ad adottare il provvedimento è il o la presidente del Consiglio o, in caso di rilevanza nazionale, un ministro incaricato. Deve esserci la richiesta della Commissione di garanzia, preceduta da un invito alle parti a desistere dai comportamenti che determinano la situazione di pericolo e da un tentativo di conciliazione. L'ordinanza deve prevedere, come spiega la legge, il differimento dell'astensione o la riduzione della sua durata e l'imposizione di livelli minimi di funzionamento del servizio compatibili col godimento dei diritti della persona.
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IL CASO AUTOTRASPORTI
- Il 22 ottobre 2026, ad esempio, dopo giorni di blocchi stradali la Commissione di Garanzia sugli scioperi ha chiesto la precettazione degli autotrasportatori. La Commissione, preso atto di "una criticità ormai insostenibile negli approvvigionamenti dei beni di prima necessità – si legge in una nota - ha formalmente segnalato la situazione alle Autorità competenti affinché adottino le misure e i provvedimenti necessari a garantire l'immediata ripresa delle consegne dei beni di prima necessità e dei servizi essenziali per il Paese".
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IL DIVIETO DI SCIOPERARE
- La legge limita il diritto di astensione dal lavoro, nel caso in cui “sussista il fondato pericolo di un pregiudizio grave ed imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati”, ma non esiste “un divieto puro e semplice di scioperare”.
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RICORSO CONTRO L’ORDINANZA
- L'articolo 10 riconosce ai soggetti che promuovono lo sciopero, alle amministrazioni, alle imprese e ai singoli prestatori di lavoro destinatari del provvedimento la possibilità di promuovere ricorso contro l'ordinanza. Un'iniziativa che eventualmente va messa in pratica nel termine di sette giorni dalla sua comunicazione.
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I LAVORATORI CHE NON RISPETTANO LA PRECETTAZIONE
- Cosa rischia chi non rispetta la precettazione? I lavoratori che scioperano senza rispettare i termini previsti dalla legge vanno incontro a una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 500 euro a un massimo di mille euro per ogni giorno di mancata ottemperanza, da stabilire tenendo conto della gravità dell'infrazione e delle condizioni economiche.
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SANZIONI PER I SINDACATI
- Secondo la legge, in caso di mancata ottemperanza da parte dei sindacati all'ordinanza di precettazione, questi sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.500 a 50 mila euro per ogni giorno di mancata ottemperanza
- Per i preposti al settore nell'ambito delle amministrazioni, degli enti o delle imprese erogatrici di servizi è prevista la sanzione amministrativa della sospensione dall'incarico per un periodo non inferiore a 30 giorni e comunque non superiore a un anno.
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ALCUNI ESEMPI
- Andando indietro nel tempo, sono stati diversi gli esempi di precettazione di scioperi. Come quello del maggio 2000, quando Bersani aveva precettato i ferrovieri, o come quello del settembre 2005, quando il ministro Lunardi precettò gli scioperi del personale dell'Alitalia. Nel dicembre del 2007, invece, fu Bianchi a precettare lo sciopero degli autotrasportatori, mentre nel 2008 Matteoli precettò quello dei ferrovieri. Nel novembre 2023 Salvini ha obbligato gli scioperanti a dimezzare l’agitazione, con la replica stizzita dei sindacati.
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IL PRECEDENTE
- Nel recente passato si è parlato di precettazione anche in relazione allo sciopero generale proclamato da Cgil e Usb per il 3 ottobre 2025 per protestare contro il blocco di Israele alla missione Global Sumud Flotilla verso Gaza. La Commissione di garanzia ha valutato la proclamazione illegittima per il mancato preavviso e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini si era detto pronto a precettare. Il leader della Lega, comunque, ha precettato diversi scioperi durante il suo mandato da ministro.
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