Renault E-Space, l’auto del futuro è un salotto ispirato ad aerei e treni
Un po’ aeronautica e un po’ ferroviaria, la Renault E-Space (nella foto d’apertura) è una concept erede della Espace che aveva debuttato nel 1984 che anticipa la direzione estetica e ambientale che il costruttore francese intende imboccare negli anni a venire. Al MondialParis 2026 il costruttore fa riferimento alla dimensione aerea per l’ispirazione delle “linee fluide” e per l’“ampia superficie vetrata pensata per offrire a tutti i passeggeri una grande luminosità”.
Quella terrestre si richiama al TGV (train grande vitesse, treno ad alta velocità) entrato in servizio nel 1981 e diventato famoso sia per le sue forme sia per le poltrone, che nella seconda fila della prima Espace si potevano ruotare a 180° (esattamente come sul concept in vetrina al salone francese) formando una disposizione analoga a quella del famoso convoglio. Sulla E-Space configurata in modo normale a sei posti, i passeggeri della fila centrale possono usufruire di tavolini “da aereo” con display da 12,3” fissati sullo schienale dei sedili anteriori. Nella versione per quattro occupanti, le sedute della seconda fila si piegano completamente trasformando l’abitacolo in un salotto con un tavolo per chi occupa le due poltrone posteriori.
Nel proprio impegno sul fronte dell’economia circolare – che è una responsabilità ambientale (il 30% di integrazione di materiali riciclati) e anche una sfida economica – Renault anticipa che la concept E-Space “funge da esercizio prospettico sull’utilizzo dei materiali di origine biologica, che offrono risorse rinnovabili, design attrattivo ed ottime performance tecniche”. Poiché sul prototipo sono stati eliminati completamente pelle e legno, la Losanga fa ricorso a paglia colorata e a una moquette a pelo lungo, 100% lana, lavorata a tuving. Per le verniciature interne dichiara l’impiego di resina di origine biologica (18%) e per il rivestimento del volante l’impiego di tessuto e di un materiale che contiene il 26% di olio di ricino e il 25% di cotone biologico.
Il modello, che è assai più di un semplice esercizio di stile, rilancia l’interpretazione transalpina della “voiture à vivre”, l’auto da vivere. Che è anche estremamente luminosa (Renault parla di un abitacolo avvolto in un “bolla di vetro rivestita da pannelli della carrozzeria lisci”) e che, almeno in questa fase, propone doppie porte ad apertura controvento senza montante centrale. Il pavimento è completamente piatto e conferma l’alimentazione elettrica (non precisata, ma è ancora presto) che assicura molto spazio all’interno sfruttando i 4,7 metri di lunghezza (2,02 di larghezza e 1,67 di altezza) e le ruote da 23” spostate agli estremi della carrozzeria.

Sullo stand da 2.500 mq, Renault espone anche la rinnovata gamma Full Electric e Full Hybrid che include le Megane E-Tech Electric con batteria al litio ferro fosfato da 67 kWh e 500 km di autonomia, Renault 5 Turbo 3E da 555 Cv e 4.800 Nm in versione super personalizzata e la serie speciale Rafale Hypnotic (foto sopra) oltre ai prototipi Renault 8 Gordini (foto sotto) e Renault 4 JP4x4 (esibita già la scorsa primavera al Roland-Garros).

Alla vigilia dell’apertura del salone il costruttore ha reso anche omaggio al suo primo impianto produttivo che si trova sull’isola Seguin, sulla Senna, a Boulogne-Billancourt, oggi diventato Centre d’Art Large, e anche al proprio fondatore, Louis Renault, che al prestigioso liceo parigino Condorcet, nel 9° arrondissement, aveva come compagno di banco uno studente che avrebbe intrapreso la sua stessa strada: era André Citroën.
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