Addio a Cesare Vaciago, lo storico "city manager" della rinascita olimpica

Torino e il mondo del grande management pubblico italiano piangono la scomparsa di Cesare Vaciago, spentosi all'età di 80 anni. Figura chiave della modernizzazione amministrativa del capoluogo piemontese, Vaciago ha legato il suo nome alla stagione di profonda trasformazione urbana e culturale della città, ricoprendo l'incarico di direttore generale (city manager) del Comune di Torino ininterrottamente dal 1998 al 2013, al fianco delle giunte guidate da Valentino Castellani e Sergio Chiamparino.
“Cesare Vaciago ha vissuto da protagonista stagioni importanti della storia di Torino, contribuendo con passione e competenza alla crescita della città — ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo nel messaggio di cordoglio —. Con la sua scomparsa perdiamo una persona profondamente legata a Torino e alla sua comunità. Ai suoi cari sentite condoglianze”.
Cesare Vaciago (LaPresse)
Piacentino d'origine e ingegnere di formazione, Vaciago ha attraversato da protagonista mezzo secolo di storia industriale e istituzionale italiana. I suoi primi passi professionali risalgono agli anni Settanta in Olivetti, per poi passare all'esperienza di ricerca al Censis e alla direzione generale dell'Isfol fino al 1981, anno in cui assunse la guida della direzione del personale di Montedison.
Negli anni Novanta è stato tra i principali artefici dei processi di riassetto e trasformazione di due colossi pubblici nazionali, ricoprendo il ruolo di direttore generale di Ferrovie dello Stato Italiane e, successivamente, di Poste Italiane.
Il suo contributo più iconico resta tuttavia la gestione organizzativa delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006: nominato nel 2005 direttore generale del Toroc (il Comitato Organizzatore dei Giochi), Vaciago fu l'uomo che coordinò la complessa macchina logistica, infrastrutturale e finanziaria dell'evento che sancì la transizione di Torino da capitale dell'auto a moderna metropoli turistica e di respiro internazionale. Chiusa la lunga esperienza a Palazzo Civico nel 2013, venne chiamato a Milano per assumere la direzione del Padiglione Italia per Expo 2015, mettendo ancora una volta la sua esperienza al servizio dei grandi eventi di rilievo globale.
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