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Wednesday, October 7, 2026

Medici, oggi l’accordo sul contratto: aumenti medi da 560 euro al mese

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Sarà firmato oggi, salvo sorprese improbabili, la prima intesa sul rinnovo contrattuale 2025/27 di un’area dirigenziale del pubblico impiego. Si tratta dei circa 137.871 dirigenti della sanità, in larghissima parte medici: nell’accordo, che muove a regime 968,14 milioni di euro, troveranno un aumento medio da 560 euro lordi al mese: 393 euro, indirizzati a tutti, arrivano dagli stanziamenti contrattuali di base, che traducono nell’area gli aumenti del 5,4% previsti per tutto il pubblico impiego, mentre gli altri 167 medi avranno in realtà traduzioni concrete diversificate nelle singole buste paga perché dipendono dalle risorse aggiuntive per le indennità.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Trattativa a tappe forzate

Con i ritmi accelerati ormai abituali per questa tornata, per quanto inediti nella lunga storia dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego, l’accordo arriva a poco più di sette mesi dalla firma definitiva sullo scorso triennio, celebrata il 27 febbraio scorso all’Aran. Le trattative vere e proprie sono state avviate il 29 aprile scorso, e hanno quindi occupato poco più di quattro mesi al netto della pausa estiva: un ritmo repentino, battuto solo da quello dell’intesa di infermieri e altro personale del comparto, firmata il 29 luglio dopo tre mesi di negoziato all’agenzia negoziale del pubblico impiego guidata da Antonio Naddeo.
Come sempre accade per i contratti 2025/27, firmati per la prima volta nel corso del triennio di riferimento, gli aumenti non arriveranno tutti in busta paga, perché il contratto prevede una progressione a regime nel corso dei tre anni: la tappa finale, con l’ultimo 33% di aumenti contrattuali, scatterà dunque il 1° gennaio 2027.

Le novità

Sempre sul terreno economico si muove un’altra delle novità portate dal contratto, che prevede un percorso di incremento delle retribuzioni di posizione sulla base dell’esperienza, a partire dal terzo anno, e una valutazione non negativa. I residui dei fondi per la contrattazione integrativa potranno essere impiegati per il finanziamento del welfare aziendale, con un’altra mossa che punta all’incentivo di questo istituto sempre più importante nella cassetta degli attrezzi dei negoziati contrattuali nonostante le norme generali di finanza pubblica che continuano a limitarne un utilizzo estensivo.


Altri aspetti affrontati dal testo oggi atteso all’esame definitivo introducono anche fra i dirigenti sanitari novità maturate in altri contratti. È il caso della disciplina sul supporto psicologico e il patrocinio legale in caso di aggressioni, mutuata sull’esempio del contratto degli infermieri, e del riconoscimento delle indennità nei giorni di ferie, tema trasversale a tutto il pubblico impiego dopo le sentenze dei tribunali che avevano bocciato le vecchie restrizioni. Sul punto, per chiudere il contenzioso i contratti avranno probabilmente bisogno di una norma primaria, che è stata già tentata senza successo nella conversione dell’ultimo decreto Pa. Più specifica è invece la riscrittura della disciplina per la definizione delle tariffe dell’attività libero professionale intramoenia, negli articoli finali del testo.

Le prossime mosse

La firma, almeno in base all’aria che si respira alla vigilia, dovrebbe arrivare all’unanimità, in linea con quanto accaduto quasi sempre in questa tornata dopo il recupero della Cgil, una sigla non firmataria dell’accordo sul 2022/24. Intanto a bordo del campo dei rinnovi per la dirigenza pubblica si scalda l’area delle Funzioni locali, il cui atto di indirizzo ha assunto la forma definitiva.

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