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Monday, October 12, 2026

Il nuovo Di Maio alla festa del Foglio tra abbracci con Renzi, lodi a Meloni e critiche al M5s: “Kiev va sostenuta”

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Il nuovo Di Maio alla festa del Foglio tra abbracci con Renzi, lodi a Meloni e critiche al M5s: “Kiev va sostenuta”

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Abbracci, risate e battute con Matteo Renzi. Critiche alla politica estera del Movimento Cinque Stelle e anche un apprezzamento per la leadership di Giorgia Meloni. Il palco giusto per presentarsi nella maniera più istituzionale possibile, nella sua nuova veste, è stato quello della Festa del Foglio, a Firenze. Nei saloni di Palazzo Vecchio, Luigi Di Maio, tanto per iniziare, scherza con uno dei suoi ex più acerrimi nemici. “Arabia viva”, lo pungola Renzi ricordando quando lo “massacrava” per le sue posizioni politiche. “Più lo faceva, più crescevo”, ribatte sorridendo l’ex ministro degli Esteri e ora rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Golfo davanti alle telecamere dei The Journalai.

Ora, a giudicare dall’intervento di Di Maio, le loro idee sembrano collimare assai di più. Tanto per iniziare sulla postura nei confronti di Kiev: “La vera questione è su quello che il M5s pensa legittimamente – io non lo condivido e io me ne sono andato soprattutto per questo – sull’Ucraina e la politica estera dell’Italia. Questo argomento è dirimente per gli elettori e per le interazioni che questa forza politica ha col centrosinistra”. Secondo l’ex vicepremier, la posizione del M5S sulla guerra sarà importante soprattutto nei rapporti con il centrosinistra: “Ci sono esponenti del Partito Democratico che la pensano esattamente come me sull’Ucraina e sul fatto che vada sostenuta”. Perfino in vista della prossima contesa elettorale, l’ex leader dei Cinque Stelle sembra voler mantenere equidistanza tra i due poli. Si augura, certo, un accordo nel campo largo, ma la motivazione è questa: “Credo che tutti quanti noi dobbiamo augurarci una campagna elettorale nella quale gli schieramenti siano competitivi, in modo tale che possa vincere il migliore. Se si parte azzoppati poi vincono gli altri forse più per demerito altrui che per merito proprio”.

Del resto, il rappresentante speciale dell’Ue ha parole al miele anche per la presidente del Consiglio: la presenza di Meloni al vertice del consiglio di cooperazione del Golfo è “uno degli eventi più sottovalutati della politica estera italiana, era l’unica invitata di tutto il mondo”. Nel Golfo, ha rimarcato, “la leadership dell’Italia è molto apprezzata”. E “Meloni ha compreso profondamente il valore delle relazioni personali con i leader, che in politica estera sono sempre molto importanti”, oltre a guidare un governo “stabile”. Insomma: “Ci sono tutti i presupposti per giocare un ruolo”, anche perché l’Italia “non agisce solo con il soft power ma è stata capace anche di dispiegare strumenti militari di difesa per quei Paesi”.

La politica estera è un pallino di Di Maio, soprattutto se guarda al campo largo e alle distanze ancora esistenti: “Se un governo va al primo Consiglio dell’Unione europea e c’è da votare il nuovo pacchetto di finanziamento all’Ucraina che include anche lo stanziamento militare quel ministro o quel leader cosa vota? Pone il veto, vota a favore o esce dalla stanza? Il vero tema è questo. Su queste cose cadono i governi e noi ci condanniamo di nuovo all’instabilità di governo. Se c’è un diritto che deve essere tutelato in vista delle prossime elezioni è creare coalizioni che siano stabili”.

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