Il presidente Usa Donald Trump rimuove Paolo Zampolli dall'incarico al Dipartimento di Stato

Paolo Zampolli, amico di Donald Trump nominato al Dipartimento di Stato, e coinvolto in uno scontro via email con il vice Segretario di Stato, è stato rimosso dall'incarico di inviato speciale per le partnership globali poche ore dopo la pubblicazione, da parte del quotidiano Politico, di un articolo che ricostruiva il conflitto. Amico personale del tycoon, al quale nel 1998 aveva presentato Melania, attuale First lady, Zampolli - rivela Politico - avrebbe avuto un acceso scontro via mail con il vice segretario di Stato Christopher Landau, che tentava di circoscrivere il ruolo dell'inviato speciale all'ambito culturale e alle partnership globali per le quali era stato ufficialmente nominato.
Un funzionario americano ha confermato il licenziamento di Zampolli, dichiarando che "il suo incarico di inviato è stato revocato e che non è più un dipendente del governo".
Poco dopo è arrivato il commento del diretto interessato. "Gli incarichi di inviato speciale hanno una durata di un anno. Trump lo ha prorogato per oltre sei mesi", ha spiegato Zampolli. "Servire il Presidente Donald Trump e gli Stati Uniti è stato il più grande onore della mia vita. Sono profondamente grato al presidente Trump, al segretario di Stato Rubio e all'intera squadra". E ha aggiunto: "Ora è il momento di aprire un nuovo capitolo: tornare agli affari, costruire relazioni e concludere accordi".
Poi riferendosi al fatto che negli anni gli avrebbe dato vari consigli Zampolli ha dichiarato che Trump "ha sempre ragione", e ha raccontato in un post: “Anni fa mi fece entrare nel settore immobiliare. Ora mi ha chiesto: 'Perché vuoi lavorare per la pubblica amministrazione quando potresti concludere tutti questi affari?' ”.
Le tensioni nel Dipartimento di Stato
L'ex inviato speciale nei mesi scorsi aveva suggerito che l'Italia fosse ammessa al Mondiale 2026 al posto dell'Iran e si è descritto come amico del presidente del Movimento cinque stelle Giuseppe Conte. Ma, all'interno del Dipartimento di Stato, Zampolli da mesi era alle prese con un braccio di ferro con il vice segretario di Stato Christopher Landau. Secondo quanto riportato da Politico, i due per mesi si sono scambiati e-mail infuocate in seguito a un disaccordo in merito alla catena di comando. Nelle missive Landau ha esortato Zampolli a limitarsi al proprio ambito di competenza, ovvero le questioni culturali. Inviti che hanno portato ad accesi litigi e accuse prive di riscontri. "Le ordino, ancora una volta, di cessare immediatamente qualsiasi attività su questioni che non siano direttamente legate alla diplomazia culturale", gli ha scritto Landau in un messaggio del 14 novembre 2025.
"È evidente che ha un problema con me. Quello che sta facendo è fuori controllo, io ricopro questo incarico su mandato del Presidente degli Stati Uniti d'America. L'unica persona che può affidarmi questo ruolo e che può revocarmi l'incarico è il Presidente degli Stati Uniti", ha spiegato Zampolli a Politico. Una revoca che è ora arrivata. Per il Dipartimento di Stato si tratta di una seconda brusca uscita nell'arco di pochi giorni dopo quella di Kimberly Guilfoyle, l'ambasciatrice americana in Grecia ed ex di Don Jr, costretta a dimettersi su pressione della Casa Bianca. Guilfoyle è stata travolta da accuse di corruzione proprio mentre il segretario di Stato Marco Rubio era ad Atene, offuscando la visita e facendolo infuriare.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.