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Tuesday, September 15, 2026

Netanyahu contro Naza, il documentario sulle stragi di civili a Gaza: "Incita all'antisemitismo"

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Popolazione sul luogo di un attacco israeliano nell'area di Mawasi, a Khan Yunis - 14 settembre 2026

L'Unifil: "Israele continua ad attaccare nell'area cuscinetto"

I caschi blu dell'Onu impegnati nella zona cuscinetto tra Libano e Israele continuano a registrare movimenti militari israeliani, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore da giugno. Lo ha detto il portavoce della segreteria generale dell'Onu, Farhan Haq. 

"Tra giovedì e domenica sono stati registrati almeno trentadue attacchi aerei nell'area controllata dalla missione di pace Onu", ha detto. "I caschi blu, ha aggiunto, continuano inoltre a osservare una intensa attività di artiglieria da parte dell'esercito israeliano, lo schieramento tattico di soldati, operazioni di genio militare e movimenti di veicoli".

Il regista di Naza: "Tutte dichiarazioni verificate, vogliamo proiettare il documentario in Israele"

Yuval Abraham, il co-regista israeliano del documentario 'Naza' ha difeso in un'intervista alla tv Channel 13 le tesi sostenute nella pellicola in merito al comportamento dei soldati dell'Idf a Gaza. Abraham ha aggiunto di poter proiettare il film in Israele. "Lo desideriamo davvero. Faremo tutto il possibile affinché venga trasmesso il più ampiamente possibile in Israele", ha dichiarato. Quanto alle testimonianze contenute al suo interno da parte di soldati - in forma anonima - e personale dell'Intelligence dell'Idf: "l'identità delle persone è stata verificata, i casi discussi sono stati verificati", ha dichiarato.

Attacchi Houthi sulle città saudite, 13 civili feriti

Una serie di attacchi condotti dagli Houthi con missili balistici e droni ha ferito 13 civili nel sud dell'Arabia Saudita, fa sapere la coalizione militare guidata da Riyadh contro i ribelli filo‑iraniani. 

"Lunedì 14 settembre la milizia ha colpito obiettivi civili nelle città di Khamis Mushait, Abha e Taif con diversi missili balistici e droni, provocando ferite di lieve o moderata entità a 13 civili e danni a sette abitazioni e due veicoli", ha scritto su X un portavoce della coalizione.

Attacchi sauditi sulle città Houthi, il movimento sciita minaccia rappresaglie

Gli Houthi hanno minacciato rappresaglie dopo la nuova ondata di attacchi sauditi. "Nelle ultime 24 ore, il nemico saudita ha colpito per 54 volte le province di Taiz, Lahij, al-Jawf, Marib e Hajjah con caccia F-15 e Typhoon decollati dalle basi aeree di Khamis Mushait e Taif", ha riferito il portavoce delle forze armate yemenite, Yahya Saree, a quanto riporta la tv iraniana. "Questa aggressione brutale non resterà senza risposta né senza punizione", ha assicurato.

Il Pentagono: "La guerra all'Iran ha causato carenza di munizioni"

L'ispettore generale del Pentagono ha pubblicato il suo primo rapporto sulla guerra con l'Iran e ha dichiarato che il conflitto ha provocato una carenza di munizioni statunitensi e creato "colli di bottiglia" nelle catene di approvvigionamento, mentre l'amministrazione Trump lavora per ricostituire le scorte di armi. Lo riporta Nbc News.   "Per attenuare questi vincoli", si legge nel rapporto, il dipartimento della Difesa sta "lavorando per snellire i processi di approvvigionamento e ridurre i tempi di produzione, oltre ad accumulare scorte di materiali critici, componenti e alcune munizioni, cosi' da poter reagire rapidamente in caso di emergenza". Il risultato dell'indagine conferma quanto avevano rivelato i media americani nei mesi scorsi, quando avevano parlato di scorte ridotte nell'arsenale. Il presidente Donald Trump e il segretario della Difesa Pete Hegseth avevano smentito la notizia, affermando invece che le scorte erano "infinite".

Pasdaran: " Petroliera in fiamme a Hormuz dopo impatto con una mina"

Una petroliera battente bandiera panamense ha colpito una mina navale mentre navigava nelle acque meridionali dello Stretto di Hormuz, provocando un'esplosione e un  vasto incendio a bordo. Lo ha riferito la Marina dei Guardiani della  Rivoluzione, secondo cui i tentativi di domare le fiamme non sono  riusciti e l'intera nave è ora avvolta dall'incendio. La nave coinvolta è la El Gaia, petroliera lunga 180 metri e con una  portata di circa 48mila tonnellate. Secondo i Pasdaran, la nave  avrebbe tentato di attraversare quella che Teheran definisce una "area vietata", nonostante precedenti avvertimenti sui rischi legati  all'utilizzo di un "passaggio illegale". "Lo Stretto di Hormuz è  chiuso e rimane sotto il nostro controllo", ha dichiarato la Marina dei Pasdaran in una nota.

Netanyahu attacca il film Naza: "E' intollerabile"

In un video pubblicato sui social media il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha attaccato il documentario 'Naza' premiato alla Mostra del Cinema di Venezia e diretto da due registi israeliani. "Ne ho sentito parlare ed è sconvolgente", ha affermato senza dare nessuna indicazione di aver visto la pellicola. "Stiamo combattendo l'incitamento all'antisemitismo in tutto il mondo, ma quando proviene da dentro di noi, è intollerabile", ha aggiunto

Raid israeliano vicino a un bus di Medici Senza Frontiere, ferito un operatore a Gaza

Un autobus di Medici Senza Frontiere(Msf) a Gaza City con a bordo 10 membri dello staff umanitario è stato danneggiato da un attacco aereo israeliano contro un veicolo che si trovava a soli 2 metri di distanza. Un operatore Msf è rimasto ferito. Lo riporta l'organizzazione in una nota. L'autobus era chiaramente identificato come mezzo Msf, con un grande adesivo dell'organizzazione visibile sul tetto. "La sensazione peggiore che si possa provare è abituarsi alle esperienze terribili fino al punto di cominciare a considerare normale qualsiasi evento straordinario. Dopo un turno di 24 ore, mentre tornavamo a casa, o a quello che ne restava, ho guardato fuori dal finestrino quando, all'improvviso, un lampo di fuoco, l'odore di polvere da sparo, le urla e i vetri infranti sono entrati dal mio finestrino" racconta Awni Al Jaafarawi, medico di Msf. "Un'auto era stata colpita. Per un momento tutto si è fermato. Istintivamente ho controllato se fossi ferito, e poi se qualcun altro fosse stato colpito. Continuiamo a resistere, giorno dopo giorno, sapendo che in una frazione di secondo potresti essere ferito o perfino ucciso".

Mostra del Cinema di Venezia 2026, in gara Naza, il docu sulla Palestina

Mostra del Cinema di Venezia 2026, in gara Naza, il docu sulla Palestina (Ansa)

Cisgiordania, l'ong B’Tselem accusa Israele di "eliminare" la possibilità di una nazione palestinese

Un’ong israeliana ha accusato le autorità israeliane di perseguire una politica volta a "eliminare" ogni possibilità di una nazione palestinese, in particolare intensificando le violenze e le restrizioni nei confronti dei palestinesi nella Cisgiordania occupata.

In un rapporto di 249 pagine intitolato "Progetto eliminazione", l’ong per la difesa dei diritti umani B'Tselem afferma che tale obiettivo si basa su "violenza e intimidazione, restrizioni alla libertà di movimento, soffocamento economico, distruzione sociale e politica, pulizia etnica e conquista territoriale".

Il rapporto denuncia le violenze dei coloni e dell’esercito contro i palestinesi, che hanno causato almeno 1.108 morti, civili e combattenti, dall’attacco del movimento palestinese Hamas sul suolo israeliano il 7 ottobre 2023, secondo un conteggio dell’Afp basato sui dati del ministero della Salute palestinese. L’ong definisce "pulizia etnica" il processo che negli ultimi anni ha portato all’allontanamento forzato di decine di piccole comunità palestinesi isolate in Cisgiordania, ricorrendo alla violenza o alla distruzione delle abitazioni.

Il direttore operativo di B'Tselem, Kareem Jubran, deplora inoltre le restrizioni alla libertà di movimento e ricorda l’istituzione di posti di blocco gestiti dall’esercito, nonché i 900 varchi eretti all’ingresso dei villaggi palestinesi. Nel loro insieme, queste politiche "privano i palestinesi delle condizioni che consentirebbero loro di vivere qui come popolo", ha deplorato la direttrice esecutiva dell’ong Yuli Novak durante una conferenza stampa a Gerusalemme.

Secondo Novak, l’esito delle prossime elezioni legislative israeliane, previste per il 27 ottobre, avrà tuttavia scarso effetto su questa politica. "Questo governo non ha creato questo progetto. Ha ereditato un sistema politico violento che i governi israeliani che si sono succeduti hanno messo in atto nel corso di decenni", ha affermato. Il primo ministro Benjamin Netanyahu, alla guida di uno dei governi più di destra della storia israeliana, ha semplicemente "reso il sistema più rapido, più violento e più istituzionalizzato che mai", ha aggiunto con rammarico la responsabile dell’ong.

Dall’inizio del suo attuale mandato, il governo di Netanyahu ha legalizzato e approvato un numero record di 104 nuovi insediamenti in Cisgiordania, illegali secondo il diritto internazionale. Escludendo Gerusalemme Est, occupata e annessa da Israele, circa tre milioni di palestinesi vivono in Cisgiordania, accanto a oltre 500.000 israeliani in questi insediamenti.

Media: l'oleodotto saudita colpito sarà fuori servizio per diverse settimane

L'importante oleodotto saudita colpito da un attacco la scorsa settimana rimarrà in gran parte fuori servizio per diverse settimane a causa delle riparazioni necessarie: lo hanno riferito due funzionari della regione. Lo scrive sul suo sito l'Ap. L'oleodotto Est-Ovest, che attraversa il Regno, è fondamentale per la strategia dell'Arabia Saudita di spostare le esportazioni di petrolio verso il Mar Rosso, evitando così lo Stretto di Hormuz (nel Golfo Persico), dove gli attacchi iraniani hanno ostacolato il traffico marittimo. L'infrastruttura, lunga 1.200 chilometri, ha una capacità di trasporto fino a 7 milioni di barili di petrolio al giorno. Giovedì, l'oleodotto è stato chiuso in seguito a un attacco che l'Arabia Saudita ha attribuito a droni appartenenti a milizie irachene sostenute dall'Iran. I funzionari, informati sulla vicenda, hanno dichiarato che la riparazione dei danni, compresi quelli a un'importante stazione di pompaggio, potrebbe richiedere dalle tre alle cinque settimane. Uno di loro ha aggiunto che la linea potrebbe funzionare parzialmente mentre le squadre eseguono i lavori di riparazione. I funzionari hanno parlato a condizione di anonimato, non essendo autorizzati a rilasciare dichiarazioni ai media. La compagnia petrolifera saudita Aramco, che gestisce l'oleodotto, non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. Il Centro per la Comunicazione Internazionale, ente governativo che supervisiona i rapporti con i media esteri nel Regno, ha fatto sapere di stare esaminando la richiesta di informazioni dell'AP riguardo alle tempistiche di riparazione dell'impianto. 

La Norvegia studia lo stop del commercio con le colonie, ira di Israele

La Norvegia sta valutando una legge che vieti il commercio con gli insediamenti in Cisgiordania, con pene fino a tre anni di carcere. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide all'emittente pubblica Nrk, sottolineando che le argomentazioni a favore "si sono rafforzate ulteriormente perché la situazione in Cisgiordania è peggiorata ancora di più".

Inoltre, ha aggiunto il capo della diplomazia di Oslo, "molti altri paesi stanno ora adottando la stessa linea. La settimana scorsa il Regno Unito ha annunciato un pacchetto di sanzioni ad ampio raggio contro le colonie in Cisgiordania e altri 11 paesi (Norvegia, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia) hanno espresso l'intenzione di adottare o sostenere misure analoghe"

Il volume degli scambi commerciali tra la Norvegia e gli insediamenti non è ingente, ha osservato Eide, precisando che "i prodotti in questione includono, ad esempio, vino e alcuni articoli agricoli".

Dura la risposta dell'ambasciata israeliana a Oslo, che ha criticato con forza la possibile misura, definendo la "proposta di criminalizzare il commercio" come l'"ultimo esempio dell'ossessivo attivismo anti-israeliano del ministro degli Esteri norvegese sulla scena globale".

"La Norvegia ha scelto ripetutamente di sacrificare le proprie relazioni bilaterali con Israele a favore di una retorica unilaterale e di azioni ostili che servono interessi locali, minano gli sforzi per raggiungere soluzioni pacifiche e sono completamente avulse dalla realtà del Medio Oriente", si legge nella dichiarazione del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar. (AGI)Sca

Il ministero della Cultura di Israele chiede un'indagine sulle fonti di "Naza"

Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar ha chiesto l'apertura di un'indagine per identificare le fonti militari anonime apparse nel pluripremiato documentario Naza, le quali hanno accusato l'Idf di aver usato l'intelligenza artificiale nell'uccisione di massa di civili a Gaza. L'esponente del Likud vuole scoprire "come sia stato ottenuto il materiale, chi vi sia dietro e se, nel processo di acquisizione o pubblicazione, siano state compiute azioni configurabili come favoreggiamento del nemico in tempo di guerra". Ha inoltre fatto sapere di aver chiesto al ministero degli Interni di valutare la revoca della cittadinanza ai due registi Yuval Abraham e Rachel Szor per "alto tradimento".

"La libertà di espressione non è una licenza per tradire lo Stato. Chiunque agisca contro Israele in tempo di guerra deve sapere che ne pagherà le conseguenze", ha scritto Zohar

Al-Jazeera: gli Houthi avanzano verso le roccaforti del governo

Gli Houthi dello Yemen avanzano verso le roccaforti controllate dal governo di Marib e Taiz, nello Yemen sud-occidentale. Lo riferisce l'emittente Al Jazeera sottolineando che "si stanno intensificando gli scontri con i ribelli, sostenuti da Teheran, verso le zone controllate dal governo sostenuto dall'Arabia Saudita", lungo le coste dello Yemen. In particolare, i combattenti stanno puntando la provincia strategica di Marib, ricca di petrolio e gas, e la citta' di Taiz, capoluogo dell'omonimo governatorato. Il gruppo sciita ha conquistato tre isole, consolidando cosi' la possibilita' di controllare lo stretto di Bab el-Mandeb. 

Il ministro della Cultura israeliano vuole revocare la cittadinanza ai registi di "Naza"

Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar vuole revocare la cittadinanza a Yuval Abraham e Rachel Szor, registi del documentario 'Naza' che ha vinto il Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia raccontando i metodi di sterminio dei civili attuati dall'esercito israeliano a Gaza. 

In un post su X, Zohar ha descritto il film come "vile", affermando che "costituisce un tradimento dello Stato". "Proprio per questo motivo ho guidato l'importante riforma del cinema, affinché i cittadini israeliani non debbano più pagare di tasca propria per i danni arrecati ai soldati delle Forze di Difesa Israeliane e allo Stato di Israele", ha dichiarato Zohar riferendosi alla sua riforma dei finanziamenti governativi per l'industria cinematografica locale.

Yemen, Oim: oltre 2mila persone in fuga verso Gibuti

Oltre 2.000 persone sono fuggite in barca dallo Yemen verso Gibuti da giovedì, quando si sono riaccesi gli scontri tra le forze governative e gli Houthi. Lo ha reso noto l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim).
Combattimenti sono in corso da settimane, ma di recente hanno avuto una brusca accelerazione. Quattro giorni fa gli Houthi, che già controllavano gran parte del nord del paese inclusa la capitale Sanaa e Hodeidah (ovest), hanno condotto un'offensiva-lampo grazie alla quale si sono impadroniti della citta' di Mokha e poi della costa e delle isole nel Mar Rosso. E controllano ora lo stretto di Bab al-Mandeb.
Gli scontri hanno causato centinaia di morti e spinto decine di migliaia di persone a lasciare le proprie case. "Più di 2.000 persone in fuga dalle ostilita' in Yemen hanno raggiunto le coste di Gibuti", ha scritto l'organizzazione Onu su X. I primi arrivi risalgono a giovedi' sera. L'Iom "sta fornendo assistenza immediata a Obock", nel nord di Gibuti, ma "e' necessario un sostegno maggiore".
Ieri sera il ministro dell'Economia di Gibuti, Ilyas Moussa Dawaleh, aveva parlato di 1.400 persone arrivate dallo Yemen in sole 24 ore. 

Nuova vittima a Khan Younis: raid aereo israeliano su veicoli nel sud di Gaza

Un nuovo attacco aereo condotto dalle forze armate israeliane nel sud della Striscia di Gaza ha provocato la morte di un cittadino palestinese. L'incursione ha preso di mira una serie di veicoli nella zona di Khan Younis, causando il ferimento critico della vittima, che è poi deceduta a causa delle lesioni riportate.

La notizia è stata diffusa dall'emittente Al Jazeera, che ha citato fonti mediche interne all'ospedale Nasser di Khan Younis, dove la persona colpita era stata trasportata d'urgenza nel tentativo di prestarle soccorso. L'episodio si inserisce nel quadro di continua instabilità e tensione che caratterizza le operazioni militari e i raid mirati nell'area meridionale della Striscia.

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