Daily MaverickTHE CONVERSATION: Feeling angry? Don’t blow off steam. Try these tips insteadESPN'Hungry' Reese redeems Dream with 30-point, 16-rebound effort to even WNBA FinalsESPN DeportesBrewers y Rays representan un riesgo para casas de apuestasThe Jerusalem PostRubio says delay to deliver Ukraine weapons may not be political amid Pentagon ammunition shortageBollywood HungamaArshad Warsi to return to Jolly LLB franchise for fourth part, film to wrap by January 2027: ReportInquirerZaldy Co prefers more durable ‘maleta’ for kickbacks – Henry AlcantaraRTP DesportoNacional oficializa saída do treinador Alexandre SantosScreen RantThe 21st Century's Defining Dystopian Sci-Fi Character Officially Returns In 1 MonthZDF heuteEntdecken Sie das ZDF-Nachrichtenstudio
The Daily Newsstand · Free, Always
Tuesday, October 20, 2026

Da Sayf a Nayt a Luchè, i rapper si schierano sugli scontri in piazza

Translate

Dopo la presa di posizione di Marracash, "con le buone non cambi le cose", altri rapper hanno commentato sui social gli scontri e i disordini avvenuti nel weekend a Milano e in altre città d'Italia.

Video Scontri a Milano, quattro giovani denunciati: “Succederà in tutta Europa”

"Ci dicono che il problema sono le manifestazioni violente, ma chi sta togliendo alle persone il diritto a un futuro dignitoso?", ha scritto Sayf. "La violenza di pochi diventa così il pretesto per delegittimare le ragioni di molti e mentre si punta il dito contro gli scontri si smette di parlare dei motivi che portano le persone in piazza. Si dimentica la violenza di un sistema che mette il profitto sopra la vita e la dignità delle persone, perché il problema non è la divisione tra destra e sinistra, ma quella tra chi sta sopra e chi sta sotto e noi siamo tutti dalla stessa parte: quella di chi sta sotto". Per Nayt, "questa società addomesticata ama l'innocuità, la ricerca e ritrova in tutto quello di cui si nutre, e ogni individuo non vede a più di un metro di distanza da sé. Ma siccome in questo mondo viviamo insieme, a un certo punto, se non vedi l'altro, l'altro ti entrerà in casa per essere visto.  Tutto questo finto benessere materiale ha reso borghesi anche i più poveri. Poverini e poveracci". Luchè ha pubblicato una storia Instagram accompagnata dal suo brano Se non ci fosse la rabbia, con le parole: "Non voglio unione / Voglio divisione / Combatto con chi ha / La mia stessa missione".

Nayt

Guè, Artie 5ive e lo stesso Sayf hanno siglato con i loro like il post di Marracash, oggetto anche di diverse critiche alle quali il rapper della Barona ha risposto sempre via social: "A tutti gli indignati sotto questo post, io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni. Cambiate artista. La violenza va condannata ma anche quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale. Per una generazione senza futuro, che studia per niente, distrutta dagli psicofarmaci, messa ai margini davanti a una vetrina di status symbol che non avrà mai e il mantra che sei quello che hai e cioè niente. Esistono molte forme di violenza".

Anche Nerone ha preso posizione: "Milioni di persone in tutta Italia stanno protestando pacificamente per cercare di farsi sentire da sti merda mangiasoldi. Nello stesso momento ma non insieme a loro 400 clown minorenni con le squalo e i buchi nel cervello hanno sfondato negozi e auto come le peggiori delle bestie. Questa porcata è stata strumentalizzata a favore di chi continua a gettare fumo negli occhi alla povera gente. Persone senza risposte che non vedono l'ora di avere un altro problema da non saper risolvere. Nessuno sa risolvere un cazzo qua. Manco io. Ma almeno promesse non ne faccio". 

View the original on ANSA →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.

Da Sayf a Nayt a Luchè, i rapper si schierano sugli scontri in piazza — KioskNews