Boom di acquisti di farmaci dimagranti, l’allarme degli esperti: “Non sono una scorciatoia estetica, hanno effetti molto potenti ecco cosa si rischia ad usarli senza una diagnosi”
Semaglutide e Tirzepatide stanno cambiando profondamente il trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità. Ma proprio il loro successo terapeutico sta creando un equivoco: considerarli semplicemente come “farmaci dimagranti”. In realtà, quando vengono prescritti a un paziente con diabete o con obesità clinicamente significativa, siamo di fronte a terapie farmacologiche per patologie croniche, con benefici che possono andare ben oltre la perdita di peso.
Il problema nasce quando la stessa efficacia viene trasferita dal campo della medicina a quello dell’estetica: perdere qualche chilo, raggiungere più rapidamente un certo peso o modificare la propria immagine corporea. L’allarme sulla crescita dei consumi e della spesa è dunque reale, ma va interpretato con attenzione. Nel 2025 la spesa italiana per i farmaci antidiabetici è cresciuta del 34,9%, mentre semaglutide e tirzepatide hanno registrato aumenti molto rilevanti anche negli acquisti privati.
Il problema, però, non è semplicemente quanto spendiamo: è per chi questi farmaci rappresentano una terapia necessaria, per chi un trattamento appropriato dell’obesità e per chi, invece, rischiano di diventare una scorciatoia farmacologica per un obiettivo prevalentemente estetico.
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