Schiaffo a Trump, il giudice riapre la Casa Bianca a Cnn e tv
Cnn, Msnow e Politico possono rientrare alla Casa Bianca. In un schiaffo al pugno duro di Donald Trump contro quelle che ritiene 'fake news', il giudice federale Tim Kelly ha ordinato all'amministrazione di ripristinare l'accesso alle testate bandite dal presidente nei giorni scorsi. L'ordine è temporaneo: ha infatti una validità di soli 14 giorni, durante i quali Kelly avrà modo di esaminare meglio le carte e decidere su come procedere. La decisione è arrivata durante la nottata fra mercoledì e giovedì ma ai giornalisti di Cnn, Msnow e Politico non è stato subito garantito l'accesso. Bloccati di prima mattina ai cancelli della Casa Bianca, i report assistiti dai loro legali hanno subito chiesto un'udienza di emergenza rivendicando come, nonostante l'ordine, il divieto era ancora in vigore. Ci sono infatti volute alcune ore prima che la Casa Bianca riattivasse il loro accesso.
"Sono molto contenta di essere tornata", ha detto in diretta la giornalista di Cnn Betsy Klein. Il blocco di Cnn aveva spinto le tv del pool che seguono il presidente a staccare la spina in segno di protesta: Trump non è stato coperto con video e immagini mentre era a New York per l'Onu e le telecamere sono rimaste spente anche per l'arrivo del presidente cinese Xi Jinping, ricevuto con il tappeto rosso alla Joint Base Andrews. Nel decidere il ripristino dell'accesso, il giudice Kelly ha spiegato che la revoca è stata imposta senza un "adeguato processo costituzionale".
Le norme in vigore prevedono infatti che un pass media possa essere ritirato con un "giusto processo", ovvero criteri chiari, comunicazione delle motivazioni e la possibilità per la parte interessata di replicare. Modalità che la Casa Bianca non ha seguito. Cnn, Msnow e Politico hanno reagito al divieto imposto facendo leva sul primo emendamento della Costituzione, che vieta al governo di limitare la libertà di espressione in base a un punto di vista o un'opinione. Per giustificare la decisione di Trump, la Casa Bianca aveva spiegato al giudice che lo stop era stata imposto in nome della sicurezza nazionale. Una spiegazione che, però, non ha convinto Kelly. "La perdita di libertà costituzionali, anche per periodi di tempo minimi, costituisce indubbiamente un danno irreparabile", ha scritto nella sua decisione mostrandosi scettico di fronte alle giustificazione dell'amministrazione. Trump ha assicurato nei giorni scorsi che avrebbe fatto ricorso in caso di un pronunciamento contrario ma, secondo gli esperti, è improbabile che lo faccia a breve. Con un ordine valido per sole due settimane, è raro e difficile che la Casa Bianca decida di procedere e sfidare la giustizia. La decisione per i media è un successo: oltre ad aver fatto emergere una forte solidarietà fra le varie aziende editoriali, compatte nel non trasmettere Trump, ha regalato loro - anche se temporaneamente - una vittoria nei confronti di un presidente che li ha definiti i "nemici del popolo" e che li insulta quotidianamente per il loro lavoro.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.