Quinis, il paese che sta sprofondando: case inclinate e campanile pendente. “Nessuno prende provvedimenti”
Un campanile pendente, edifici che si inclinano, strade che si abbassano. Sono alcuni dei segni che testimoniano lo sprofondamento di Quinis, frazione del comune di Enemonzo (Udine). Il fenomeno è noto e studiato da anni, ma negli ultimi tempi sembra avere subito un’accelerazione, sebbene non ancora confermata da studi. All’origine dello sprofondamento, la composizione del terreno su cui poggia il paese, caratterizzato da vene di gesso. Un minerale che, essendo di natura molto solubile, è soggetto a dissoluzione e deterioramento, soprattutto nei punti in cui c’è più fluttuazione della falda idrica.
Sciogliendosi, porta alla formazione di sinkholes, dei vuoti nelle profondità del terreno responsabili dei cedimenti e dello sprofondamento del centro abitato. Il fenomeno è monitorato con diversi sensori installati sulle case e da una centralina dell’Università degli Studi di Trieste posizionata nella piazza di Quinis.
Ma la popolazione è in attesa di risposte con una situazione che si protrae da molti anni. “Non si muove nulla. Dobbiamo aspettare forse l’evento catastrofico perché si muova qualcosa”, spiega un residente della zona che racconta di una realtà particolarmente grave. “La situazione – aggiunge – viene solamente monitorata sotto l’aspetto geologico, ma dei provvedimenti per alleviare la sofferenza della popolazione non ci sono. Non ci sono programmi o progetti. Abbiamo un paese, una frazione diviso in due”.
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