Ucciso il terrorista che rapì Noa, ostaggio simbolo del 7 ottobre
Come nel film 'Monaco' di Steven Spielberg, la resa dei conti di Israele con i terroristi del 7 ottobre è una scia di sangue che scorre inarrestabile da mesi. Nel mirino dell'Idf, nonostante il cessate il fuoco a Gaza dichiarato un anno fa, ci sono ancora centinaia di miliziani di Hamas e della Jihad che tre anni fa hanno trucidato oltre 1.200 israeliani e rapito altri 251. E l'America tace in virtù dell'accordo secondo il quale l'Idf ha il diritto di reagire di fronte a una 'minaccia immediata'. Così sabato sera l'ennesimo omicidio mirato ha colpito un miliziano drammaticamente noto in tutto il mondo.
In un raid con un piccolo drone esplosivo nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia, è stato ucciso il terrorista che il 7 ottobre 2023 era alla guida della motocicletta che portava verso Gaza Noa Argamani, appena presa in ostaggio al festival Nova, vicino al kibbutz di Be'eri. Le immagini della giovane che urlava terrorizzata 'non uccidetemi', con le braccia protese verso il fidanzato Avinatan Or che veniva trascinato via da altri miliziani, è rimasto impresso nella mente come uno dei video simbolo di quella giornata dell'orrore.
Noa fu liberata otto mesi dopo durante un blitz delle forze speciali israeliane nell'abitazione del giornalista Abdullah al-Jamal proprio a Nuseirat, in cui altri tre ostaggi furono strappati alla prigionia ma che costò la vita al capo dell'operazione Arnon Zmora. Il fidanzato della ragazza israelo-giapponese rimase in cattività a Gaza per altri 738 giorni e fu rilasciato da Hamas il 13 ottobre 2025 in cambio della liberazioni di numerosi detenuti palestinesi dalle carceri israeliane. Noa andò ad abbracciare Or non appena l'esercito lo portò fuori dalla Striscia e lo accompagnò nel suo volo in elicottero verso casa. Ma l'happy end per la loro relazione non c'è stato, i due fidanzati si sono lasciati sei mesi fa dopo 11 anni dall'inizio del loro amore.
Saher Nidal Latfi Sakr, il terrorista barbuto che guidava la motocicletta, era nel mirino dell'Idf, dello Shin Bet e dell'Unità Lahav 433, il corpo d'èlite della polizia israeliana, spesso definito 'l'Fbi dello Stato ebraico'. Il terrorista faceva parte del lungo elenco stilato dal centro di comando dell'Idf e dell'intelligence che monitora costantemente gli obiettivi già scelti e decide quando colpire. Anche grazie alle informazioni dal territorio.
I ricercati sanno che Israele gli sta dando la caccia, e sanno anche di avere numerosi nemici tra i gazawi, pronti a tradirli per soldi, per ottenere l'uscita sicura dall'enclave, per pura vendetta di parte.
Video L'incubo di Noa, rapita col fidanzato al rave nel deserto nel sud di Israele
Dieci giorni fa a Jabalia è stato colpito Basir Al-Barsh, un comandante dell'unità di èlite Nukhba di Hamas. Era il figlio maggiore del direttore generale del ministero della Sanità di Hamas, cioè l'uomo che per tutta la durata della guerra ha fornito notizie ufficiali sulle vittime. All'affollato funerale del figlio ha fatto un lungo discorso, postato sui social da tutti i media di Gaza, in cui ha affermato che l'unica via è la Jihad, la guerra santa contro gli infedeli.
Tre giorni fa il cerchio si è chiuso a Deir al-Balah per Jabr Moqbel, un terrorista dell'ala militare di Hamas che guidava la rete di cambio valuta 'Moqbel', trasferendo milioni di shekel in valuta estera all'organizzazione. Vittime dei numerosi omicidi mirati negli ultimi mesi sono stati miliziani che hanno preso parte al 7 ottobre, che hanno tenuto prigionieri gli ostaggi, comandanti di battaglioni e capi di cellule.
Tutto il mondo può vedere il risultato degli attacchi israeliani nei video postati sui social dalle decine di uomini e ragazzi che riprendono i cadaveri con i loro telefonini. I gazawi non conoscono il concetto di privacy, non è vietato filmare i morti. Le immagini dei corpi senza vita, fatti a pezzi dalle esplosioni, non vengono sottratte alla vista. I video fanno vedere i corpi ricomposti nei sudari, il volto mostrato, prima di sfilare per il funerale. Più le esequie sono affollate, più uomini sparano in aria con i kalashnikov, più 'importante' era il loro ruolo nelle organizzazioni terroristiche.
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