Mattarella: 'Violenze inaccettabili, piena solidarietà alle Forze dell'ordine'
"E' un servizio che passa dalla garanzie di sicurezza dei nostri comuni e dei nostri borghi dove ogni violenza è inaccettabile: alle forze dell'ordine va la piena solidarietà". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando alla cerimonia inaugurale della 39esima Assemblea nazionale delle Province d'Italia, in riferimento alle violenze dei giorni scorsi.
"Occorre un'analisi intelligente e approfondita", "un'attenta vigilanza in grado di contrastare violenze" che arrivano da "soggetti inediti", ci sono "interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili", ha aggiunto".
Il capo dello Stato ha poi parlato delle Province che "hanno vissuto nel decennio passato, un travaglio". E' stato avviato "un percorso per un modello nuovo" ma poi è stato interrotto". E "il legislatore ha lasciato la Province nel guado".
"Le Provincie italiane hanno una lunga storia che risale nella sostanza alla formazione dello Stato unitario. Una storia non lineare tra relativa autonomia e centralismo dello Stato con piena verticalizzazione del potere. Con la Repubblica avviene il rilancio del principio di autonomia degli enti territoriali, come garanzia di libertà, democrazia e pluralità di un nuovo modello sociale. Le autonomie locali accrescono il loro ruolo attraverso alcune tappe. Il coordinamento del 1990 con una più ampia aderenza allo spirito della Costituzione. La riforma costituzionale del 2001, che ha rafforzato il principio di autonomia con la formula inequivoca che ben conosciamo", ha spiegato il capo dello Stato.
Che ha rimarcato i "servizi" che le Province possono rendere ai cittadini, "ai territori che circondano i centri urbani capoluogo, alle aree interne e montane che sono più lontane dalle grandi infrastrutture dei trasporti, ai comuni, medi e piccoli. Che hanno bisogno di supporto e di coordinamento per assolvere a pieno i loro compiti", ha aggiunto.
"A lungo la provincia è stata una dimensione di riferimento. Il vuoto prodotto rischia di assumere un rilievo sempre crescente incidendo sugli stessi diritti dei cittadini: occorre mettere fine alla transizione incompiuta, occorre far uscire questa istituzione dal limbo. Questo tema non può più essere rimandato o accantonato", ha ribadito Mattarella.
"Qui a Imperia finisce l'Italia", è stato detto. "Vorrei completare l'immagine: qui comincia l'Italia. L'Upi fu soppressa dalla dittatura fascista e rinasce a Firenze nel 1946. E' una istituzione prevista dalla Costituzione", ha ricordato.
"Siamo naturalmente ben consapevoli che" il piano per "ammodernare le nostre scuole e renderle sempre più accoglienti e sicure dovrà proseguire" oltre il Pnrr, ha poi sostenuto ricordando che "contrastare lo spopolamento, ridurre la migrazione forzata dai giovani, valorizzare borghi e territori che rischiano l'abbandono è una grande missione nazionale a cui le istituzioni, nel loro insieme, devono dedicarsi, affermando il comune impegno a servizio ai cittadini".
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