“Un torneo di adesso vale come due dei nostri. Non si può più fare come trent’anni fa, ora i giocatori si fanno proprio male”: così Panatta
“Gli infortuni sono aumentati di più del 100%”. Con Jannik Sinner infortunato ormai da oltre due mesi, il tema infortuni nel tennis è sempre più discusso. E l’ultimo a parlarne – ma non è la prima volta – è stato Adriano Panatta, che nel corso de La Domenica Sportiva è tornato ad affrontare il tema del calendario fitto e dei problemi fisici sempre più frequenti ai big del tennis. Rune è fermo ormai da un anno, Alcaraz è rimasto fuori quattro mesi, Sinner da quasi 3 e il suo rientro non è ancora definito dopo la rinuncia a Pechino.
“I giocatori oggi dal punto di vista sia dalla parte inferiore del corpo sia della parte superiore, quello che si usa anche per maneggiare la racchetta, giocano in maniera veramente spaziale perché si muovono a 200.000 all’ora e colpiscono la palla sempre con grande forza”, ha spiegato Panatta nel corso del suo intervento. Poi il paragone con la sua epoca, dove il tennis era meno veloce, i ritmi erano più bassi: “Un loro torneo come sforzo fisico e mentale vale come due dei nostri. Per cui devono fare una programmazione diversa: non si può più fare come trent’anni fa, anche noi giocavamo fino a 28 tornei l’anno, però era un altro tennis, si giocava in un’altra maniera, adesso i giocatori si fanno proprio male, al braccio, alla schiena e in tutte le articolazioni, ginocchio, spalla, caviglia, e così non va bene comunque”.
Jannik Sinner è out dal 12 luglio, quando vinse la finale di Wimbledon (unico Slam vinto nel 2026) contro Alexander Zverev. Da lì non ha più giocato, saltando i due Masters 1000 di Montreal e Cincinnati ma soprattutto gli Us Open, ultimo Slam dell’anno vinto da Alexander Zverev, al suo secondo in carriera dopo il successo al Roland Garros. L’altoatesino continua il percorso di recupero dopo il problema al ginocchio da cui non è ancora guarito. C’era infatti attesa per l’Atp 500 di Pechino, ma pochi giorni fa Sinner ha annunciato il forfait, spiegando che il suo “ginocchio non è ancora” come vorrebbe.
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