La milizia filo-sciita silenziosa e tenace che vuole il Mar Rosso, chi sono gli Houthi

Parlano pochissimo e ci sono pochissimi interlocutori interessati a loro eppure in pochi giorni hanno conquistato lo stretto divenuto strategico di Bab el-Mandeb divenuto l'alternativa al passaggio di greggio saudita dopo la crisi del più noto stretto di Hormuz.
Sono gli Houthi dello Yemen alleati e sostenuti dall'Iran sempre più al centro del conflitto che infiamma il Medio Oriente. Un tempo considerati un movimento religioso e militare relativamente isolato, i ribelli, già padroni di gran parte del nord del Paese, compresa la capitale Sanaa, dopo averla messa a ferro e fuoco, controllano ora l'intera costa yemenita del Mar Rosso.
Questa settimana, al termine di un'offensiva lampo, hanno danneggiato seriamente l'oleodotto di Yanbu, dimostrando la loro capacità di perturbare il commercio marittimo mondiale e minacciare una rotta strategica per il regno sunnita. Già a luglio il movimento ha rivendicato un blocco navale contro Riad, colpendo regolarmente navi saudite. Oggi Riad ha fatto sapere che l'offerta del petrolio è crollata del 4% a livello globale a causa del danno provocato dalla milizia all'oleodotto Est-Ovest.
Yemen Mar Rosso Hormuz Bab al Mandeb (Tg1)
Gli Houthi sono prima di tutto una minoranza religiosa, appartengono al ramo zaydita dell'Islam sciita, minoritario nell'insieme dello Yemen ma maggioritario nella parte nord-occidentale, regione povera nella quale si trova la loro roccaforte di Saada. Il movimento, chiamato Ansar Allah, "Partigiani di Dio", fu fondato negli anni Novanta per denunciare quelle che considerava discriminazioni contro la comunità zaydita.
La milizia che oggi dispone di decine di migliaia di combattenti ben addestrati e temprati dalle battaglie nel difficile territorio montuoso dello Yemen, prende il nome dalla sua guida spirituale Badreddine al-Houthi e dal figlio Hussein, ucciso dalle forze governative yemenite nel 2004. Un altro figlio, Abdel Malek al-Houthi, ne ha poi assunto la guida, trasformando il gruppo da forza isolata nel nord-ovest in una potente organizzazione politica e militare.
Gli Houthi controllano le regioni nelle quali vive la grande maggioranza della popolazione, mentre le forze governative detengono un territorio più esteso ma meno popolato. I loro missili e droni rappresentano una minaccia per i Paesi petroliferi del Golfo e per Israele, ripetutamente preso di mira durante la guerra a Gaza. Ma a differenza degli Hezbollah libanesi, gli Houthi non riconoscono la Guida suprema iraniana come massima autorità religiosa, anche se negli anni si sono progressivamente avvicinati all'Iran sul piano ideologico pur mantenendo una certa autonomia da Teheran.
sostenitori degli Houthi brandiscono fucili e tengono in mano i ritratti del leader supremo iraniano, l'ayatollah Ali Khamenei (AFP)
Tra il 2004 e il 2010 il movimento ha combattuto sei guerre contro il governo yemenita e nel 2009-2010 ha affrontato il nemico sunnita (saudita) dopo averne attraversato il confine. Nel 2011 gli Houthi hanno partecipato alla rivolta contro il presidente Ali Abdullah Saleh, destituito l'anno successivo. In seguito si sono alleati con lui per cacciare il nuovo governo, prima di ucciderlo nel 2017.
La svolta è arrivata nel 2014, con la conquista di Sanaa e di altre regioni. L'avanzata ha provocato nel marzo 2015 l'intervento militare guidato dall'Arabia Saudita. La guerra ha causato centinaia di migliaia di morti e una delle più gravi crisi umanitarie al mondo, prima della tregua raggiunta nel 2022.
Nel luglio scorso, sullo sfondo dello scontro tra Iran e Stati Uniti, lo Yemen è ripiombato nella guerra. A riaccendere il conflitto la disputa sul controllo dello spazio aereo: Teheran aveva inviato a Sanaa un aereo con una delegazione houthi senza chiedere l'autorizzazione delle autorità saudite, contrariamente alla prassi seguita negli ultimi dieci anni. Sono quindi scattati raid attribuiti a Riad contro l'aeroporto della capitale. In risposta, gli Houthi hanno attaccato il territorio saudita per la prima volta dal 2022.
L'OIM riferisce che la ripresa delle ostilità interne ha causato finora lo sfollamento di quasi 86.000 persone, di cui 10mila in 24 ore. Spostamenti che avvengono lungo tutta la costa occidentale e nella regione di Taiz, l'area più colpita, anche verso Gibuti. Ci sono molte donne e bambini piccoli riferisce l'agenzia lanciando l'allarme.
Gli Houthi fanno parte di quello che l'Iran definisce l'"Asse della resistenza", alleanza informale che comprende anche Hamas, Hezbollah e fazioni armate irachene. Arabia Saudita e Stati Uniti li considerano uno "strumento" della Repubblica islamica e accusano Teheran di fornire loro armamenti. L'Iran ha sempre negato.
Nel 2024, dichiarando di agire in solidarietà con i palestinesi di Gaza, in modalità che hanno lasciato il mondo a bocca aperta, avevano attaccato nel Mar Rosso navi legate a Israele, costringendo numerose compagnie di navigazione a circumnavigare l'Africa. Nel marzo scorso, in sostegno all'Iran colpito a fine febbraio da Stati Uniti e Israele, hanno rivendicato attacchi contro lo Stato ebraico, senza però provocare danni rilevanti.
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