Big Bench, tutti pazzi per le panchine giganti
Affacciate sulle Langhe o sul lago d'Iseo, a oltre mille metri sull'Appennino e davanti all'Adriatico, tra i vigneti della Toscana e nelle campagne della Murgia: nei punti panoramici più belli del nostro Paese spuntano giganti panchine colorate, nate nel 2010 dall'idea del designer americano Chris Bangle e diventate subito un elemento familiare del paesaggio turistico nazionale. Ci si arrampica, aiutandosi con l'apposito gradino, e ci si sistema sulla seduta con i piedi che restano sospesi nel vuoto. È proprio allora che avviene la magia delle Big Bench: il mondo torna improvvisamente enorme, come lo vedevamo da bambini, e si svela in tutta la sua bellezza.
La prima panchina fuori scala venne realizzata a Clavesana, nelle Langhe piemontesi, con l'intento di modificare le dimensioni di un oggetto quotidiano per cambiare la percezione del paesaggio. Da quell'esperimento è nato il Big Bench Community Project, iniziativa no profit che utilizza le installazioni anche come strumento di valorizzazione delle piccole comunità e dei territori. Oggi le Big Bench ufficiali sono 477 - altre 64 sono in costruzione - e si trovano un po' ovunque, dal Piemonte alla Sicilia, e molte meritano davvero il viaggio.
Ecco alcune delle panchine giganti più spettacolari, da Nord a Sud d'Italia. Il viaggio non può che iniziare dalle Langhe, sulle colline di Clavesana, dove vigneti, colline, cascine e montagne dell'area vitivinicola più bella del Piemonte sono lo scenario perfetto per sperimentare l'idea del designer americano: sedersi, tornare piccoli e osservare un paesaggio conosciuto da una prospettiva diversa. Da allora le Langhe sono diventate la patria delle panchine giganti e cercarle può essere il filo conduttore di un itinerario tra Barolo, Barbaresco, Alta Langa e Monferrato. In Valle d'Aosta la prima panchina installata è la numero 125: si trova a La Magdaleine a Col Pilaz, a 1.970 metri d'altezza, tra boschi, pascoli e grandi montagne, un luogo perfetto per fermarsi a contemplare le Alpi.
In Lombardia una delle panchine giganti più scenografiche è quella di Pilzone, piccola frazione di Iseo; per raggiungerla bisogna salire verso la località San Fermo, ma la ricompensa è un panorama che abbraccia l'intero lago d'Iseo e Monte Isola.
Nei pressi di Casera Erte, a 1400 metri d'altezza su un altopiano bellunese, si trova la panchina gigante numero 46 con vista sulla Vallebelluna. Si raggiunge a piedi lungo il sentiero a lato di via Faverghera, seguendo le indicazioni per Malga Col Toront. Una grande panchina arancione, la numero 233, offre un magnifico panorama dei rilievi dell'Appennino ligure: la seduta è a Campomorone, sull'Alta Via dei Monti Liguri, tra crinali, boschi e montagne a pochi chilometri dal mare. Boretto, nella Bassa Reggiana, è l'unica panchina dell'Emilia-Romagna affacciata direttamente sul Po: si raggiunge passeggiando sull'argine e il momento migliore è il tramonto, quando il grande fiume riflette i colori del cielo con il sole che muore.
Nel piacentino la panchina di Lugagnano Val d'Arda si affaccia invece su vigne e calanchi nel Parco Regionale dello Stirone. La prima Big Bench in Toscana è nata a Careggine, nella Garfagnana: è gialla e si raggiunge percorrendo una mulattiera che conduce verso un punto panoramico affacciato sulle Alpi Apuane, tra montagne aspre, boschi e profonde vallate. A Gaiole in Chianti la panchina numero 136 è immersa in uno dei paesaggi di vigne più famosi d'Italia. Adagiata su un colle e circondata dai vigneti, è color 'verde Meleto' come quello presente nell'etichetta del Chianti Classico Riserva che si produce nell'azienda viticola del Castello di Meleto. Ad Altino di Montemonaco, nelle Marche, si trova la panchina della Fata Sibilla, una Big Bench azzurro intenso che guarda i Monti della Laga, il Monte Vettore e la Sibilla e, nelle giornate limpide, il Conero.
La Big Bench numero 126 di Gravina in Puglia è bianca ed è collocata sul Belvedere di Dolcecanto, davanti alla campagna murgiana tra distese coltivate a grano, muretti a secco e, in lontananza, il percorso che conduce verso il centro abitato e il monumentale ponte acquedotto. Tra le installazioni più recenti nel Sud c'è quella di Palmi, sull'altura di Rovaglioso. La posizione è spettacolare, sul tratto di costa tirrenica calabrese segnato da scogliere, calette e rilievi che precipitano verso il mare. Ma questa panchina possiede anche un valore simbolico particolare: è stata collocata su un terreno comunale confiscato alla 'ndrangheta e restituito alla collettività.
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