“Vedevo mio nonno Fabrizio De André morto, oggi con il suo ritratto ci parlo. Papà Cristiano? Una testa di c***o, ma non è cattivo”: così la nipote Alice
“I miei primi tre anni di vita li ho trascorsi a L’Agnata. I miei genitori mi dicono che io il nonno lo vedevo”. Alice De André è nata nel 1999, pochi mesi dopo la morte di nonno Fabrizio. Non l’ha mai conosciuto, eppure ha sentito sempre la sua presenza e continua a custodirla ancora oggi dentro di sé. “A tavola volevo che ci fosse il piatto anche per lui, davanti alla tv mettevo un cuscino per lui accanto al mio” racconta intervistata dal “Corriere della Sera”. “Ci sono persone che lasciano questa vita velocemente, il mio nonno materno per esempio, ma lui no. È rimasto molto ‘a girare qui intorno’, credo mi abbia vista crescere”.
Un legame, quello tra Alice e il nonno, che arriva anche sul palcoscenico del suo spettacolo teatrale “Alice (non canta) De André” nel quale l’artista va alla scoperta di se stessa ma anche “di questa presenza che io sento dentro”.
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