San Giuliano di Puglia, commemorate le vittime del crollo della scuola
"Presente". Con questa parola, ripetuta 28 volte, i consiglieri regionali del Molise hanno risposto all'appello nominativo delle vittime del crollo della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia, in provincia di Campobasso, avvenuto a seguito della forte scossa di terremoto del 31 ottobre 2002. In quella tragedia persero la vita 27 bambini e la loro maestra.
L'assemblea regionale ha celebrato la 'Giornata della memoria' istituita con legge regionale.
Presidente del Molise su San Giuliano: "Necessario investire in prevenzione"
"La tragedia di San Giuliano di Puglia ha cambiato il Molise e ha lasciato una eredità per tutto il Paese: è cambiato l'approccio con cui si guarda alla sicurezza degli edifici scolastici e alla prevenzione del rischio sismico. Quella tragedia e il dolore hanno generato una nuova consapevolezza e una maggiore responsabilità. La sicurezza, la qualità delle scuole, la tutela del territorio e la capacità di costruire condizioni di vita migliori non sono questioni separate, sono parti di un unico obiettivo: consentire al Molise di immaginare il proprio domani". Così il presidente della Regione, Francesco Roberti, in uno dei passaggi del suo intervento oggi in consiglio regionale per commemorare i 27 bambini e la loro maestra morti nel crollo della scuola Jovine di San Giuliano di Puglia il 31 ottobre 2002 in seguito di una forte scossa di terremoto.
"Non possiamo - ha aggiunto - restituire alle loro famiglie i bambini che non ci sono più. Non possiamo cancellare il dolore di quei genitori, dei fratelli, dei familiari, né quello di un'intera comunità che, da quella mattina, porta dentro di sé un'assenza impossibile da colmare. Possiamo però fare in modo che quella tragedia continui a insegnarci qualcosa. Possiamo lavorare affinché ogni bambino che entra in una scuola lo faccia in un ambiente sicuro. Possiamo investire nella prevenzione anziché limitarci a intervenire nelle emergenze. Possiamo impegnarci a completare ciò che è ancora incompiuto".
Il sindaco di San Giuliano: "Il dolore si rinnova, ma alzare lo sguardo"
"Oggi è il giorno di un dolore che si rinnova, oggi è il giorno in cui un'intera comunità, un'intera regione, un'intera nazione ricorda i 27 bambini e la maestra morti nel crollo della scuola. E' una comunità che fa il conto con questa ferita aperta". Così, oggi all'ANSA, il sindaco di San Giuliano di Puglia Antonello Nardelli, nel giorno della commemorazione della tragedia provocata dal sisma il 31 ottobre del 2002.
A 24 anni di distanza dalla tragedia, la comunità si riunisce nel cimitero per un momento di preghiera e raccoglimento per poi depositare una corona di fiori nel Parco della Memoria dove un tempo si trovava l'istituto scolastico. Nel pomeriggio si terrà la messa solenne seguita dalla fiaccolata nei luoghi della memoria.
"Oggi, come tutti gli anni, deve essere motivo per alzare gli occhi - sottolinea il primo cittadino -. In quel parco della memoria in cui ci riuniremo, bisogna alzare lo sguardo e vedere con gli occhi dei bimbi che non ci sono più. Qui manca un'intera generazione, è uno strappo generazionale che non si può dimenticare. Si va avanti ma quello che è accaduto resta per sempre".
E proprio per il dramma vissuto dalla comunità, il sindaco Nardelli invita oggi ad alzare lo sguardo. "Questo vuol dire agire anche negli altri giorni dell'anno - aggiunge Nardelli - affinché la morte dei bambini venga scongiurata in altre parti del mondo. Continuano a morire non solo perché crollano le scuole a causa di terremoti e per la mancanza di sicurezza negli edifici scolastici, ma anche per le guerre sempre più numerose nel mondo, per la povertà estrema, per la fame, la miseria. Dobbiamo anche noi, nel nostro piccolo, fare qualcosa, dare il nostro contributo".
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