Barbero dal palco della Festa del Fatto parla del riarmo: “Ci prendono per imbecilli. La guerra come strumento per distrarre e fare affari”
“Non ho neanche capito se tutta questa insistenza sul riarmo è legata davvero a una cecità”. Lo storico Alessandro Barbero, sul palco della Festa del Fatto insieme a Marco Travaglio, parte dalla memoria europea della guerra e arriva alle nuove spese militari: “È finita quell’epoca in cui gli europei si ricordavano cos’è la guerra e avevano deciso di non farla mai più?”. Per il professore, la corsa agli armamenti a cui stiamo assistendo o è motivata da “una classe dirigente che torna a pensare alla guerra come strumento per distrarre la gente, compattare il Paese e far dimenticare tutti gli errori” oppure “serva per mandare avanti economia e affari, nella convinzione che quelle armi non verranno utilizzate”. Nel secondo caso “ci prendono per imbecilli“, aggiunge Barbero, ma almeno “non stiamo andando dritti a ficcarci nella tragedia di nuovo un’altra volta”.
Poi la Russia e l’Ucraina, dove anche la storia diventa terreno di scontro: dalla carestia sovietica alla collaborazione di una parte degli ucraini con gli occupanti nazisti, “è vera una cosa ed è vera l’altra. E da una parte e dall’altra tu scegli di vedere solo quella che serve a te”. Infine un passaggio sul riarmo tedesco annunciato dal cancelliere Friedrich Merz: “Non s’era deciso che dopo due guerre mondiali era meglio evitare che la Germania avesse il più grande esercito europeo, visto l’uso che ne ha fatto nel secolo scorso?”.
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