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Tuesday, October 6, 2026

Tennis: Djokovic eterno re di Pechino, arriva il titolo 102 in carriera

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Alla vigilia del torneo, sembrava impossibile che Novak Djokovic potesse mantenere l'incredibile record che aveva in carriera a Pechino, dove in tutta la carriera non aveva mai perso. E invece il serbo ce l'ha fatta e si è preso il titolo 102 della carriera, resistendo agli anni e ai dolori (frequenti i medical time out) e lottando contro un tabellone proibitivo che gli ha propinato un filotto consecutivo contro Zverev, Medvedev e De Minaur. Soprattutto contro il tedesco, futuro numero uno del mondo, nei quarti ha messo in piedi la più classica delle sue prove-zen, vincendo un secondo set in cui l'avversario aveva servito col 96% di prime con un break nel game conclusivo, prima di aggiudicarsi il terzo con un'altra zampata. Poi, in finale, il ritiro di Alex De Minaur, già sotto di un parziale ha completato l'opera. Non alzava un trofeo dal novembre scorso, ad Atene.

Per tornare a coccolarne uno, Djokovic ha scelto la città che dal 2009 non lo ha mai tradito e che ha continuato a tenergli fede: settimo titolo a Pechino, con un impressionante bilancio di 34 vittorie e zero sconfitte nel torneo della capitale cinese. A 39 anni inoltrati, il campione serbo può godersi la sua longevità: "Sono passati 11 anni dall'ultima volta che ho giocato qui - ha detto durante la premiazione - ma ero anche ben consapevole che la realtà oggi è un po' diversa. Ho sempre grandi aspettative nei miei confronti e cerco sempre di immaginarmi con il trofeo in mano, ma soprattutto qui a Pechino, il posto dove non ho mai perso".

"So che quando mi sento bene e colpisco bene la palla posso ancora competere ai massimi livelli - ha proseguito il serbo -. Questa settimana ne è stata la prova, dopo un anno complicato tra problemi fisici e di salute: significa molto più di un semplice trofeo, di un semplice torneo". Ha motivi per gioire dopo le difficoltà anche Carlos Alcaraz, tornato al successo a Tokyo dopo mesi anche per lui molto tosti per l'infortunio al polso. Dopo un avvio in salita, lo spagnolo ex numero uno del mondo si è rifatto sotto al ceco Jiri Lehecka, ribaltando l'inerzia del set e portandolo a casa al tiebreak. Nel secondo, poi, ha controllato piazzando l'allungo decisivo nel settimo game, per il 7-6 6-3: per il murciano è il 27esimo titolo in carriera. "Sono davvero felice di poter sollevare di nuovo un trofeo - ha raccontato alla fine -. Era da un po' che non succedeva e, ovviamente, è ancora più speciale dopo l'infortunio". Oltre alle grandi assenze - il ritorno di Sinner nel 2027 è solo l'ultima in ordine cronologico - ecco i grandi ritorni, in questo gioco di vuoti e di pieni che sembra essere diventato causa infortuni il tennis mondiale.

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