Travaglio a La7: “Decreto Meloni su burqa e studenti stranieri? Spero che Mattarella cominci a usare le sue prerogative e lo respinga”
“Dato che i decreti legge recano la firma del presidente della Repubblica, spero che Mattarella cominci a esercitare le sue prerogative e a rimandare qualcosa indietro”. Con queste parole il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, commenta a Otto e mezzo, su La7, l’ultimo annuncio di Giorgia Meloni su un decreto legge finalizzato a vietare burqa e niqab nelle scuole e a fissare al 30% il tetto di studenti stranieri in ogni classe.
Il direttore del Fatto respinge l’idea che quelle misure abbiano i requisiti di necessità e urgenza previsti per un decreto legge: “Sono necessarie e urgenti per Meloni. Si sente proprio il fiatone dell’inseguimento a Vannacci. Giorgia Meloni ha tenuto l’iniziativa del gioco fino al referendum sulla giustizia. Quando ha perso il referendum, ha cominciato a giocare di rimessa, scaricando i ministri e i sottosegretari indagati, cioè seguendo quello che le chiedeva da mesi e da anni l’opposizione”.
E aggiunge: “Meloni poi ha cominciato a rincorrere e a scimmiottare Vannacci, per cui ogni proposta che sa di Vannacci, il leader di Futuro Nazionale, che è furbissimo, replica: ‘Ottima, ma perché arriva adesso?’. Ed è la stessa cosa che hanno pensato tutti anche per il bollo auto o per la social card. Quindi, essendo Vannacci l’originale, ha buon gioco a far apparire la Meloni come una imitatrice, ben sapendo che gli elettori preferiscono sempre l’originale alla copia sbiadita“.
Travaglio smonta nel merito la portata concreta del provvedimento annunciato alla festa dei giovani di Fratelli d’Italia: “Tutti sanno che i casi di burqa a scuola sono statisticamente inesistenti e che gli studenti stranieri che superano quelli italiani o arrivano al 30% sono casi rarissimi. E comunque in quei casi non si può fare niente: non si possono cacciare a pedate i ragazzi stranieri in sovrannumero. Quali si cacciano? Si tirano a sorte? Si mettono dei cartonati di studenti italiani per fare numero? Si inventano ragazzi italiani che non ci sono?”.
Il direttore del Fatto collega l’iniziativa al fallimento delle politiche per contrastare il calo delle nascite: “Il problema della denatalità, che Meloni aveva promesso di risolvere, è peggiorato anche durante questo governo, perché non si fanno figli a causa di mille difficoltà. E quindi – conclude – si pensa di risolvere questa storia con un decreto totalmente inutile alla vigilia delle elezioni“.
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