D’Alema a La7: “I ragazzi protestano contro i disvalori della destra di governo. Ridurre tutto a ordine pubblico è povertà culturale, umana e politica”
“Vedere piazze piene di ragazzi rincuora, dà speranza nel futuro, perché dimostra che questa società non è piegata al conformismo, ai disvalori della destra che ci governa. Questi ragazzi reagiscono a una regressione nelle nostre società”. Massimo D’Alema, ex presidente del Consiglio e presidente della fondazione Italianieuropei, interviene a In Onda, su La7, e difende convintamente le manifestazioni dei giovani scesi in piazza nelle ultime settimane. L’ex premier critica la risposta del governo Meloni alle proteste, mette in guardia dai rischi della repressione e denuncia l’immobilismo dell’Europa di fronte alle guerre e a quanto accade a Gaza.
“C’è una generazione nuova – esordisce D’Alema – con molti ragazzi, e non solo in Italia, che tornano in piazza. Hanno cominciato con le bandiere palestinesi, ma quando si muove una generazione molto giovane lo fa sempre guardando al mondo. Per noi nel ’68 il Vietnam rappresentava quello che Gaza e la Palestina rappresentano per i ragazzi di oggi”.
C’è però una differenza, sottolinea l’ex presidente del Consiglio: “Noi nel ’68 potevamo guardare al futuro con speranza. Oggi ragazze e ragazzi guardano al loro futuro con preoccupazione. L’incertezza del lavoro, la precarietà, tutto questo offre davvero uno scenario preoccupante“.
D’Alema si rivolge quindi direttamente ai giovani manifestanti, invitandoli a evitare qualsiasi forma di violenza: “Lo dico in qualità di chi sta dalla vostra parte: la violenza è sbagliata, è controproducente. La violenza fa il gioco degli altri e quindi bisogna evitarla”.
Subito dopo, però, chiama in causa il governo e la gestione delle proteste: “Ridurre un malessere e la mobilitazione giovanile a un problema di ordine pubblico è un segno di povertà culturale e umana, oltre che politica. Qui la politica deve dare delle risposte: se la risposta è il decreto sicurezza, siamo molto indietro“.
E avverte: “La spirale ‘manifestazioni, violenza, repressione, violenza’ è una spirale che in Italia riporta alla mente pagine molto brutte”.
Per l’ex premier, le ragioni della protesta vanno ben oltre la precarietà e le difficoltà economiche. “Scendere in piazza è salutare“, afferma, ricordando che in diversi Paesi europei si assiste all’emergere di “una destra nazionalista” e al ritorno degli “umori peggiori del Novecento, che sembravano sepolti dalla storia”. Per questo, aggiunge, “questi ragazzi hanno molte ragioni per protestare e per cercare di aprirsi una strada diversa”.
D’Alema individua poi nella guerra una delle principali cause dell’angoscia delle nuove generazioni. “L’angoscia di questi ragazzi non si spiegherebbe senza la realtà della guerra, senza il fatto che a est e a sud l’Europa è stretta da guerre sanguinose, con aspetti di disumanità spaventosi”.
E punta il dito contro l’informazione e contro l’inerzia delle istituzioni europee: “Mentre i giornali censurano il fatto che gli israeliani uccidono deliberatamente i bambini, i social lo fanno vedere. Quindi questi ragazzi conoscono la verità. I ragazzi vedono anche che i governi europei e quindi l’Unione europea non fanno nulla per fermare queste guerre. Non c’è un’azione politica, non c’è un’idea di come ricostruire la pace, non c’è una pressione, per esempio, su Israele“.
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