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Tuesday, October 27, 2026

Manovra 2027, domani alle 12 il Cdm. Fonti: sfuma ipotesi taglio Irpef oltre 50mila euro

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La maggioranza e il governo Meloni stringono il cerchio per arrivare al varo della prossima Legge di Bilancio, l’ultima di questa legislatura. Il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi, secondo quanto trapelato, mercoledì alle 12 per il via libera del testo definitivo. Il lavoro è stato intenso: a più di due settimane di distanza dal Documento programmatico di bilancio approvato il 13 ottobre, i dettagli della Manovra da 23,5 miliardi di euro non sono ancora noti. A pesare sui tempi è stata anche l'attesa del verdetto Ue sulle misure da finanziare con la flessibilità per Difesa ed Energia.

Sono molte le misure in bilico di cui si è parlato in queste settimane, e non ci sono ancora certezze sulla loro inclusione nel testo definitivo. Dalle pensioni all'Irpef, ecco le ipotesi che stanno circolando.

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Quello che devi sapere

Il vertice di ieri sera

Ieri sera si è tenuto un vertice di maggioranza nel quale si è "fatto il punto sulle interlocuzioni con la Commissione europea - che proseguono in un modo proficuo - sull'utilizzo della clausola nazionale di salvaguardia (Nec), in particolare per le misure in materia di energia". A farlo sapere sono state fonti di maggioranza, secondo cui "il confronto punta a chiarire gli interventi ammissibili e i relativi margini di flessibilità, in vista della definizione della Manovra".

Leggi anche: Manovra 2027, ipotesi blocco compensazioni fiscali per cartelle a 30mila euro

L’attenzione alla tenuta dei conti

Nel corso dell'incontro di ieri, inoltre, è stata "confermata la volontà di concentrare le risorse disponibili sugli interventi considerati prioritari, con l'obiettivo di sostenere il potere d'acquisto, rafforzare la crescita e dare impulso all'economia, coniugando queste priorità con la necessaria attenzione alla tenuta dei conti pubblici". Al centro del confronto ci sono state "le misure per famiglie e ceto medio, il sostegno a giovani e anziani, gli interventi sul fisco e il sostegno alle imprese, nonché il potenziamento del sistema sanitario".

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Giorgetti: "Manovra in Cdm domani, fatti progressi con Ue"

"Sono momenti molto intensi, al Mef lavoriamo giorno e notte, incontriamo gli interessati, abbiamo incontrato le Regioni la settimana scorsa. Sulla stampa circolano indiscrezioni ma noi continuiamo a lavorare a testa bassa. Credo che andremo domani mattina in Consiglio dei ministri, perché quasi tutte le componenti sono andate a punto", ha confermato oggi il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, parlando della Manovra. "Con la Commissione europea abbiamo fatto progressi, quindi credo che chiuderemo entro stasera le proposte che riteniamo possano essere ritenute ammissibili. Soltanto con questo grado di certezza io mi ritengo in grado di firmare una proposta e andare in consiglio dei ministri domani".

Giorgetti: "Faremo il possibile, non l'impossibile"

Sulla Manovra il governo porterà a casa "quello che è possibile, non l'impossibile", ha aggiunto Giorgetti. "Le richieste sono tantissime, - ha osservato, rispondendo ad una domanda sul pressing della Lega per le pensioni e di FI per l'Irpef - le proposte che arrivano non solo dai partiti, ma da categorie, Regioni e Comuni sono molto al di sopra delle disponibilità di un bilancio che deve tenere conto di una realtà geopolitica che ha condizionato pesantemente questi anni, e che sta condizionando pesantemente anche i bilanci di famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche in questi mesi. Noi teniamo conto in modo assai realistico della situazione. Credo nessuno possa accusare il governo di aver presentato in questi 4 anni delle previsioni ottimistiche o prive di fondamento. Abbiamo sempre avuto un atteggiamento onesto, che alla prova dei fatti - ha rivendicato il ministro - ha dimostrato di essere non solo condiviso ma addirittura apprezzato da tutti gli osservatori. Anche in questo momento faremo così". "Tenuto conto di tutto questo, credo che alla fine, per come nella mia testa si sta definendo il quadro, avremo dato una risposta alle cose più importanti, più urgenti - ha concluso Giorgetti - Certamente non avremo fatto tutto, ma avremo fatto quello che è possibile, anche rispetto agli enti locali e alle Regioni con i quali ci siamo confrontati". 

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Taglio delle tasse per i giovani

Arriva un pacchetto di misure fiscali per i giovani: nell'intesa di maggioranza, secondo quanto si apprende, troveranno spazio in manovra diverse misure che vanno dalla mini-Irpef per i lavoratori under 30 a basso reddito - l'aliquota sarebbe ancora in via di definizione - a una flat tax al 5% che riguarderà invece i neoassunti under 35. Il tetto di reddito sarebbe ancora in valutazione. Tra le novità arriverebbe anche una estensione della no tax area per gli under 25. L'obiettivo è rendere più competitive le retribuzioni italiane e frenare la fuga dei cervelli. Mentre per le imprese si punta a rafforzare le maxi-deduzioni per le assunzioni: dal 130% al 140% per i giovani e al 180% per le giovani madri.    

Le misure per il lavoro

Guardando al mondo del lavoro, il governo pensa a una tassazione agevolata al 5% sugli aumenti legati ai rinnovi contrattuali e al 15% sulle maggiorazioni per il lavoro notturno e festivo e sul salario accessorio del pubblico impiego. In arrivo poi la detassazione delle tredicesime per i redditi bassi. Si starebbe ancora valutando, oltre al tetto al reddito, anche l'aliquota che potrebbe attestarsi al 15% o al 10%.

La Lega inoltre punta a estendere la flat tax alle partite Iva dagli attuali 85mila fino a 100mila euro, un'ipotesi che richiederebbe il via libera della Commissione europea. Si dovrà anche decidere se confermare l'accesso al regime forfettario per dipendenti e pensionati con redditi da lavoro autonomo.  

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Ci sarà il taglio dell’Irpef?

Secondo fonti della maggioranza, è sfumata l'ipotesi di un taglio dell'Irpef per i redditi sopra i 50mila euro. L'idea di un intervento era già stata congelata nelle scorse settimane, ma poi era tornata in discussione nei giorni scorsi, con l'ipotesi di estendere l'aliquota al 33% almeno fino a 55mila euro. 

Altra possibile novità di cui si è parlato è quella della cedolare secca sugli affitti lunghi, che potrebbe scendere al 5%.

Le misure per il sociale

Poi c’è il capitolo famiglie: sul piatto ci sono i congedi parentali rafforzati, un libretto previdenziale per i nuovi nati e sostegni alle madri lavoratrici. Quest'anno è già previsto uno sgravio contributivo da 3mila euro all'anno per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli. Secondo quanto si apprende, il governo vorrebbe estendere la decontribuzione anche a chi ha almeno due figli. Noi moderati chiede inoltre di prorogare il bonus per le scuole paritarie, fino a 1.500 euro per studente. Mentre Forza Italia propone una card da 300 a 500 euro per le spese sanitarie degli over 75, con una soglia Isee, oppure un sistema di rimborsi cashback. Si valuta di estendere la misura anche alle famiglie numerose. Per spesa sociale e famiglie ci sono fino a 5 miliardi di euro.    

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Pensioni, fondo da quasi 1 miliardo per la flessibilità in uscita

Sul fronte pensioni il governo avrebbe pensato a un fondo ad hoc, da poco meno di un miliardo, da utilizzare con un successivo provvedimento a gennaio: sarebbe questo, secondo quanto si apprende da diverse fonti, l'accordo raggiunto in maggioranza per affrontare il tema della flessibilità in uscita per le pensioni. La Manovra, dunque, si limiterebbe a stanziare le risorse per il 2027, senza entrare nel dettaglio della declinazione della misura. 

La Lega continua però a spingere per la possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni, con il ricalcolo contributivo dell'assegno. Sul tavolo anche la rivalutazione delle pensioni per recuperare l'inflazione, un punto costosissimo. Per trovare risorse potrebbe essere rivista la perequazione degli assegni medio-alti, passando dal sistema per scaglioni a quello per fasce, più penalizzante. 

Le misure per la casa

Infine, da tenere in considerazione ci sono anche potenziali misure che impatteranno sui bonus casa: le detrazioni per le ristrutturazioni potrebbero restare al 50%, mentre l'Ecobonus potrebbe arrivare fino al 65%. Invece per chi è rimasto coinvolto nelle irregolarità del Superbonus si valuta la possibilità di regolarizzare le posizioni sanzionabili versando un'imposta sostitutiva. 

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Il nodo coperture

Il conto della Legge di bilancio, in ogni caso, è pari a 23,5 miliardi e si regge sulla clausola di salvaguardia nazionale per la difesa e l'energia da 14,4 miliardi. Centrale inoltre un aiuto chiesto al settore finanziario - banche e assicurazioni in primis - per 5 miliardi, oltre che su risparmi dei ministeri ed economie sul Pnrr. Le banche però si oppongono a nuovi esborsi, dopo aver raggiunto lo scorso anno con il governo un accordo triennale da 10 miliardi. Inoltre sono chiamati a contribuire anche giochi e tabacchi, forse con un aumento delle accise sulle sigarette.

Leggi anche: Manovra, Giorgetti: “Noi equilibrati. Coperta è corta, stiamo attenti a come ci si muove”

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