CNN TürkGalatasaray’da Leroy Sane için ayrılık senaryosuPunchWhite House reaffirms US policy recognising only two gendersInquirerHeatwave fuels 54% fire surge in Northern MindanaoThe Jerusalem PostBrazilian lawyer convicted of racism after calling for Jews to be removed from leadershipBollywood HungamaPriyanka Chopra Jonas announces Ventilator 2, reunites with director Rajesh Mapuskar; film set for 2027 release한겨레삼성, 12년 만의 한국시리즈 우승 1승 남았다ZDF heuteEntdecken Sie das ZDF-NachrichtenstudioIl Sole 24 OreCaro gasolio e tir, in Sicilia 15 milioni fermi: ma le domande scadono a fine meseХабр[Перевод] Восстановление готических соборов при помощи станков с ЧПУVanguardParaguay Senate impeaches President Peña, VP Alliana takes overSportstarभारत बनाम न्यूजीलैंड लाइव स्कोर, दूसरा वनडे: भारत 86/5, जीत के लिए 49 रन चाहिए; श्रेयस 30 रन बनाकर आउट हुएThe Sydney Morning HeraldSingapore Airlines First Class suites
The Daily Newsstand · Free, Always
Saturday, November 7, 2026

Minerali critici, la strategia della Cina per rafforzare il (quasi) monopolio: nuovi giacimenti e controllo statale sugli investimenti

Translate

Minerali critici, la strategia della Cina per rafforzare il (quasi) monopolio: nuovi giacimenti e controllo statale sugli investimenti

Icona dei commenti Commenti

In seguito alla rivalutazione di oltre 1800 giacimenti minerari precedentemente considerati troppo poveri o difficili da sfruttare, la Cina ha decisamente ampliato la dimensione delle riserve strategiche di alcuni minerali critici. L’espansione di queste riserve permetterebbe a Pechino di rafforzare ulteriormente la sua posizione nel settore, già preminente grazie al quasi monopolio dell’estrazione e della lavorazione delle terre rare.

La rivalutazione, i cui risultati sono stati pubblicati lo scorso 31 ottobre, è durata un anno ed è stata condotta dal Ministero delle Risorse Naturali della Repubblica Popolare. Si è concentrata sui giacimenti di 17 minerali critici in 27 province e regioni autonome e ha determinato la scoperta di ingenti riserve di renio, oro e nichel. Minerali fondamentali rispettivamente per la fabbricazione di turbine, semiconduttori e batterie. A queste rilevazioni si aggiunge la scoperta di un grosso giacimento di zirconio nello Xinjiang, un minerale che permette di creare materiale resistente al calore impiegato nel settore nucleare e aerospaziale.

Secondo i dati forniti, citati da Xinhua, la rivalutazione avrebbe portato all’aumento di oltre il 200% delle riserve stimate di renio, mentre quelle di oro e nichel sarebbero aumentate rispettivamente dell’equivalente di 50 e 30 giacimenti di grandi dimensioni. Altri minerali le cui riserve sono aumentate in seguito all’operazione sono il gallio, l’indio, il tantalio e il vanadio. Si tratta di una scoperta importante per il governo cinese poiché alcuni di questi minerali, soprattutto nichel e zirconio, vengono in gran parte importati.

Per quanto riguarda il nichel, secondo un report rilasciato dalla CIECC (China International Engineering Consulting Corporation), la produzione domestica del minerale nel 2025 ammonterebbe ad appena lo 0,2% di quella mondiale, mentre la Cina assorbe il 65,4% della domanda globale. Nel caso dello zirconio la dipendenza dall’estero è ancora più acuta, visto che le importazioni coprono il 97,2% del fabbisogno della Repubblica Popolare. Tuttavia la rivalutazione delle riserve domestiche non è l’unica misura che la Cina sta prendendo per rafforzare la propria posizione nel settore a livello internazionale. Infatti il governo cinese sta facendo pressione sulle proprie aziende per aumentare la sicurezza dei loro investimenti all’estero e cercare di acquisire quote di partecipazione sempre maggiori nelle aziende minerarie straniere, in particolare per quanto riguarda i minerali che la Cina importa di più.

Secondo un report del Rhodium Group pubblicato dalla Cnbc lo scorso 4 novembre, le acquisizioni nel settore minerario da parte cinese hanno raggiunto gli 8,8 miliardi di dollari nella prima parte del 2026, il picco più alto dal 2018. Secondo Dan Wang, direttore del desk cinese dell’Eurasian Group, la Cina avrebbe adottato una strategia globale per l’estrazione mineraria coordinata dal governo, limitando il potere decisionale delle singole aziende, al fine di favorire l’espansione nel settore e limitare la competizione tra aziende cinesi all’estero.

Questa strategia si sarebbe articolata nella creazione di due corpi intermedi. Il primo è un ufficio estero creato lo scorso aprile e dedicato a supervisionare gli investimenti all’estero delle principali aziende statali, coordinando anche le azioni di agenzie governative, ministeri e banche nel promuovere queste operazioni. Un secondo corpo intermedio, creato lo scorso luglio, la Guangyan International Investment Company, opera più propriamente nel settore minerario ed agisce sotto la direzione della Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme (NDRC), il dipartimento cinese per la pianificazione economica.

Secondo fonti riportate da Bloomberg, attraverso questa compagnia la Cina sta tentando di standardizzare le procedure per negoziare i propri accordi internazionali sul commercio, l’estrazione e la lavorazione dei metalli, al fine di migliorare la supervisione delle operazioni e limitare i rischi. Il principale compito di questi nuovi dipartimenti è essenzialmente quello di garantire una maggiore sicurezza degli investimenti cinesi rispetto al passato, rispecchiando il clima di accesa tensione e competizione internazionale negli ultimi anni, anche per diluire e prevenire gli effetti delle sanzioni e delle barriere commerciali imposte da Europa, Stati Uniti e Paesi a loro allineati.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.