Bimba esclusa dalla mensa per un debito di 38 euro, scontro famiglia-Comune

Esclusa dal pranzo con i compagni di classe e prelevata in anticipo dal padre. Una bambina di 9 anni che frequenta la scuola elementare "Viola" di Taranto non ha potuto consumare i pasti della mensa per tutta la settimana, perché tra i vassoi non c'era più quello col suo nome. Tutta colpa di un debito pregresso nel pagamento della retta. I suoi genitori non ci stanno e danno mandato a un avvocato di diffidare il Comune e chiedere che la piccola venga riammessa al servizio. Negano di essere mai stati avvertiti della somma da saldare, che avrebbero provveduto a pagare. Dodici euro per l'anno scolastico passato, poi diventati 38 - spiega il Comune di Taranto -. Superata la soglia di 30 euro di debito si viene automaticamente esclusi dal servizio mensa. Per la famiglia della bambina una burocrazia che va contro ogni regola di buon senso.
"È un episodio spiacevole su cui stiamo svolgendo accertamenti - spiega l'assessora alla Pubblica Istruzione di Taranto, Maria Lucia Simeone. Ma precisa: "Già il 15 aprile scorso era stata comunicata alla famiglia l'esistenza della morosità", è evidente che il servizio possa essere sospeso fino al ripianamento del debito. Non è ordinaria burocrazia - aggiunge Simeone -, ma rispetto nei confronti della stragrande maggioranza delle famiglie tarantine che paga regolarmente. Lunedì ci sarà un incontro con la famiglia per definire le procedure".
Nel servizio immagini di repertorio e le interviste a Fabrizio Del Vecchio, legale della famiglia della bambina; Maria Lucia Simeone, assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Taranto
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