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Tuesday, October 20, 2026

Prime vittorie in Champions League per Roma e Napoli

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Bella, arrembante e finalmente concreta. Dopo le illusioni di vittoria con il Real Madrid, la Roma centra il primo successo in Champions League al terzo tentativo, contro uno Slovan Bratislava praticamente non pervenuto. Ad illuminare la serata dell'Olimpico, ancora una volta strapieno, ci pensano nel primo tempo Hermoso e Molina al termine di una lunga serie di azioni pericolose. Nella ripresa tocca a Pisilli dopo solo 6 minuti mettere in cassaforte il risultato e i tre punti, seguito da Malen che su rigore fa poker. Unica nota stonata l'infortunio muscolare di Pellegrini che cede la fascia da capitano al giovanissimo Pisilli.
Tra gli oltre 60mila del'Olimpico c'è anche Francesco Totti, che nella pancia dello stadio prima del match si è intrattenuto con Dybala e poi, quando Malen è uscito dallo spogliatoio per entrare in campo per il riscaldamento, l'ha abbracciato calorosamente.
Gasperini in difesa sceglie Hermoso con Balerdi e Ghilardi, sugli esterni tornano Molina e Wesley. Rodrigo Mora vince il ballottaggio con Soulé e gioca, insieme a Pellegrini, sulla trequarti, alle spalle di Malen.
Nello Slovan, privo del capitano Sporar e di Cerepkai, Marcelli è unica novità rispetto all'ultima uscita.
Pronti via con Malen e compagni subito ad un passo dal gol: su una punizione dal versante sinistro Pellegrini calcia verso il secondo palo, Balerdi servito da Ghilardi calcia alto a pochi metri dalla porta. E' solo l'inizio di un avvio di partita tambureggiante con una serie di azioni insidiose da Molina a Malen, Pisilli e Pellegrini fino al gol del vantaggio di Hermoso al 20': su un cross sul secondo palo di Pellegrini, Ghilardi fa la sponda di testa e per il difensore spagnolo è facilissimo appoggiare in rete. La spinta della Roma non si esaurisce, con un tiro di Pellegrini neutralizzato da da Takac. Poi ci prova Molina che infine ci riesce infilando in rete su respinta del portiere dopo un tiro di Malen. Sotto di due gol, dallo Slovan non arriva nessuna reazione tranne qualche tentativo sulla sinistra del velocissimo Camara ben anticipato da Ghilardi.
Nella ripresa si riparte con una Roma spumeggiante che firma subito il tris con Pisilli: palla dentro l'area di Wesley per Soulé (entrato da poco per Pellegrini), il servizio sembra troppo lungo ma l'argentino ci crede e serve Malen che a sua volta tocca per l'accorrente Pisilli, sinistro potente sotto la traversa. Passano altri sei minuti e la Roma cala il poker su rigore con Malen: Wesley a sinistra è imprendibile, salta facilmente Cruz ed entra in area ma viene steso dal difensore.
Il penalty è realizzato dall'olandese che esce subito dopo lasciando spazio a Castro. Da qui in poi la partita può dirsi finita con mezz'ora d'anticipo. Inizia una lunga serie di sostituzioni con la Roma costantemente in avanti e padrona del campo e Rodrico Mora capace di sciupare l'impossibile.
Dall'altra parte lo Slovan non riesce proprio a impensierire Gollini, mentre c'è tempo nel finale per vedere il bel gol di Ghilardi annullato e godersi i cori e le bandiere in festa di un Olimpico per la prima volta felice nell'Europa che conta.

Con la rabbia e con il cuore il Napoli trova la prima vittoria in Champions. E' una partita complicata in cui gli azzurri vanno per due volte in vantaggio e in entrambi i casi sono raggiunti dal Bodo Glimt. Ma nel finale il desiderio di riscattarsi, dopo una vigilia complicata per la sconfitta a Venezia, prende il sopravvento e gli azzurri trovano altri due gol che decidono il risultato. I norvegesi trovano il loro terzo gol allo scadere del recupero.
Neanche il tempo di cominciare e il Napoli è già in vantaggio. Dopo soli 50 secondi dal fischio d'inizio dell'arbitro spagnolo Sanchez Martinez, Spinazzola si libera sulla sinistra e piazza al centro il pallone sul quale si avventa Politano il quale con un tiro al volo lo manda alle spalle del portiere del Bodo Glimt. Il Napoli accetta di lasciare ai norvegesi il controllo del centrocampo e li aspetta nella propria area di rigore. Quando gli azzurri interrompono l'azione avversaria ripartono velocemente e riescono a rendersi pericolosi. Le migliori occasioni capitano sui piedi di Lang e di Hojlund: il primo si fa respingere la conclusione da Haikin, mentre il danese, da ottima posizione, manda il pallone a lato.
Il Napoli non srutta le occasioni e viene punito. Al 27' i norvegesi, che fino a quel momento non avevano trovato alcuno sbocco, liberano sulla sinistra Hauge il quale conclude con un rasoterra a giro che s'infila in porta. Ispirato da un De Bruyne che in cabina di regia offre sprazzi di alta classe, il Napoli reagisce e non lascia che gli avversari, sull'onda dell'entusiasmo, prendano il sopravvento. Il raddoppio per gli uomini di Allegri arriva a 41'. McTominay ai limiti dell'area di rigore cede il pallone a De Bruyne e gli detta il passaggio filtrante che consente allo scozzese di concludere a rete. Il tiro subisce una doppia deviazione, prima di Gundersen e poi del portiere che non riesce ad evitare il gol.
Nella ripresa il Bodo Glimt si presenta subito minaccioso nella metà campo avversaria e spreca un paio di buone occasioni.
Ma è il Napoli al 15' ad andare vicino alla rete con McTominay che raccoglie un passaggio di De Bruyne e colpisce il palo. Ancora una volta da un mancato gol degli azzurri si arriva dopo due minuti il pareggio dei norvegesi con Helmerson che conclude dal centro dell'area con un preciso diagonale.
Il Bodo Glimt cerca di stringere i tempi alla ricerca del successo, ma il Napoli riesce nuovamente a ribaltare la situazione e a trovare il vantaggio. E' il 30' e Politano fa partire da destra un traversone che McTominay devia in porta.
Allegri rinforza la difesa con l'ingresso di Beukema e Olivera: il Napoli riesce e non correre pericoli fin quando, al 43' arriva il gol di Giovane dopo una caparbia azione sulla sinistra e un tiro che viene deviato in porta dal portiere norvegese.
All'ultimo istante di recupero, Fet con un pallonetto manda in porta il gol del 4-3 finale.
Il Napoli sblocca la classifica e, anche se con grande sofferenza, trova un vittoria che sembra allontanare la crisi.

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