La portaerei Usa Abraham Lincoln attracca in Thailandia dopo un record di 264 giorni in mare

L’imponente profilo della portaerei USS Abraham Lincoln ha sorpreso curiosi e residenti al suo arrivo lungo le coste della Thailandia. La nave è apparsa visibilmente segnata dall’usura della navigazione, con ruggine sulla fiancata e vernice deteriorata: un impatto estetico che gli addetti ai lavori ridimensionano, ricordando il logorio inevitabile dopo un primato operativo di 264 giorni consecutivi trascorsi in mare senza mai sostare in porto. Per i circa 5.000 militari dell’equipaggio, la discesa a terra nella nota località turistica di Pattaya rappresenta una boccata d’ossigeno fatta di escursioni, souvenir e vita serale, fondamentale per lasciarsi alle spalle mesi di forte tensione operativa.
Le polemiche sulle condizioni interne e la smentita del Pentagono
La sosta thailandese serve anche ad archiviare le pesanti indiscrezioni emerse nelle scorse settimane in merito al clima vissuto dal personale durante la missione. Alcuni organi di informazione avevano infatti denunciato gravi criticità logistiche, parlando di carenze alimentari, guasti idraulici e perfino tentativi di suicidio tra i marinai sottoposti a prolungato isolamento. Tali ricostruzioni sono state tuttavia categoricamente smentite dal dipartimento della Difesa americano, che ha ribadito la tenuta e l'efficienza degli standard di bordo anche sotto prolungato stress operativo.
Il risiko nel Golfo: Washington e Bush in prima linea
Mentre la Lincoln beneficia di questo intervallo di riposo, gli equilibri non restano scoperti. La USS George Washington ha raggiunto le acque del Medio Oriente per affiancare la portaerei gemella USS George H.W. Bush. Entrambe costituiscono le piattaforme centrali per lanciare raid e offensive mirate contro l’Iran, fungendo inoltre da deterrente a supporto del blocco navale istituito attorno ai principali scali portuali di Teheran, monitorati da vicino da navigli più piccoli, rapidi e manovrabili.
La missione della Gerald Ford tra Venezuela e Medio Oriente
In questo continuo avvicendamento marittimo globale spicca il percorso della USS Gerald R. Ford, il colosso a propulsione nucleare più grande al mondo con i suoi 333 metri di lunghezza, equivalenti a più di tre campi da calcio consecutivi. La nave è rientrata alla base di Norfolk, in Virginia, dopo essere stata impiegata attivamente fin da fine febbraio negli attacchi contro postazioni iraniane; un teatro a cui era giunta direttamente dopo aver preso parte alle complesse manovre sfociate nella cattura di Maduro in Venezuela.
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