Milano, resta la paura: molti negozi del centro chiusi in anticipo. Francia, in vendita online gli articoli rubati

Dopo la devastazione dello scorso fine settimana nella città di Milano, oggi – lunedì 19 ottobre – molti negozi del lusso hanno abbassato le loro serrande in anticipo per la paura di nuovi disordini. A partire dalle 14, hanno chiuso diversi marchi in via Montenapoleone, tra cui Chanel, Hermès e Pomellato. Goyard ha affisso un cartello per informare la clientela che «date le manifestazioni, rimarremo chiusi». Presente anche una camionetta della polizia, all’accesso da via Manzoni. E un altro blindato è posizionato in San Babila.
Risulta che è stata creata una chat WhatsApp tra i negozianti per confrontarsi sul da farsi: «Siamo rimasti in pochi aperti, ma noi siamo pronte a chiudere a chiave nel momento in cui percepiamo qualcosa di non sicuro», riferiscono alcune commesse di Intimissimi.
Il 17 ottobre in vendita su Vinted
«Ho tutto grazie al 17 ottobre», «Vendo maglione rubato durante la manifestazione del 17 ottobre»: i “casseurs” – termine francese che indica i responsabili di atti di vandalismo ai margini di una manifestazione – stanno rivendendo gli articoli, saccheggiati durante le proteste, su piattaforme come Vinted e Leboncoin. Su Tiktok girano i video che documentano in maniera ironica gli annunci, invitando ad approfittarne per fare «buoni affari». Si passa dai cosmetici di marchi di lusso e dalle borse di Sephora stracolme, a scarpe sportive e abiti firmati – sono stati presi di mira, tra le altre, le boutique di Louis Vuitton, Burberry and Celine –. Tutti gli articoli vengono venduti in «ottimo stato», spesso a prezzi stracciati.
Vinted Francia ha dichiarato di aver preso «azioni immediate per identificare e rimuovere gli annunci legati al saccheggio», oltre che di stare monitorando quelli sospetti. Non è sempre possibile accertare che i prodotti provengano effettivamente dagli episodi di vandalismo del fine settimana e questo complica l’operazione. La vendita di merce rubata è vietata dai regolamenti dei siti e può configurare il reato di ricettazione, punito in Francia con pene fino a cinque anni di carcere e 375mila euro di multa. E a rischiare sanzioni penali non sono soltanto i venditori, ma anche gli acquirenti che comprano consapevolmente beni di provenienza illecita.
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