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Sunday, October 4, 2026

Trump e la battaglia sull’ora legale permanente: più luce per giocare a golf

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Una battaglia sulle lancette è diventata uno scontro politico, con tanto di numero di cellulare pubblicato sui social. Donald Trump vuole che gli Stati Uniti smettano di spostare gli orologi due volte l’anno e adottino definitivamente l’ora legale. Sulla sua strada, però, ha trovato anche esponenti del suo stesso partito. E con uno di loro, il senatore repubblicano dell’Arkansas Tom Cotton, il confronto ha assunto toni decisamente personali tanto da postare sul suo social Truth quello che indica come il numero di cellulare dello stesso Cotton, invitando gli elettori dell'Arkansas a chiamarlo per sollecitare il via libera alla legge che renderebbe permanente l'ora legale.

"Chiamate Tom sul suo cellulare e fateglielo sapere", ha scritto nel post, inserendo il recapito e accusando il senatore di bloccare il provvedimento, il "Sunshine Protection Act", che Trump ribattezza la legge del "non vogliamo cambiare gli orologi due volte l'anno".

L'Associated Press ha provato a chiamare quel numero: nessuno ha risposto e la casella vocale risultava piena. Il Washington Post ha verificato che il recapito era già associato a Cotton in un database pubblico.

Il post su truth

Il post su truth (truth)

Il presidente presenta Cotton come "un mio amico", ma lo addita come l'ostacolo all'approvazione: "Per qualche ragione Tom sta fermando la legge e, al Senato, è molto facile farlo: ne basta uno!". L'appello è rivolto direttamente agli abitanti dell'Arkansas, "uno Stato che amo e dove ho vinto tre volte", sottolinea Trump. "Dite a Tom di farlo approvare!", insiste, sostenendo che il testo dovrebbe raccogliere un'ampia maggioranza bipartisan. Per difendere l'ora legale permanente, il presidente cita anche il golf: il Pga Tour, scrive, ha bisogno di più luce nel pomeriggio per concludere i tornei. Un'esigenza che estende a golfisti amatoriali, tennisti, cacciatori e agricoltori. "Quasi tutti vogliono che il Sunshine Protection Act venga approvato, tranne Tom Cotton", afferma.

Non è la prima volta: il precedente di Lindsey Graham

Per Trump non è una strategia inedita. Nel 2015, durante la corsa alla nomination repubblicana per le presidenziali, rese pubblico anche il numero di telefono dell’allora rivale Lindsey Graham.

Graham rispose trasformando l’incidente in uno sketch: in un video diventato virale mise sul tavolo diversi cellulari e cominciò a distruggerli nei modi più disparati. I rapporti tra i due sarebbero poi radicalmente cambiati, fino a fare di Graham uno degli alleati di Trump.

Trump: tornare a casa al buio è “deprimente”

Il presidente sostiene che cambiare le lancette due volte all’anno sia soprattutto una complicazione inutile. Ha raccontato di persone costrette a girare per casa per sistemare gli orologi e ha definito “deprimente” rientrare quando fuori è già buio. Ha anche legato una maggiore quantità di luce serale alla sicurezza nelle strade.

Poi c'è lo sport. Trump ha citato esplicitamente golf e tennis, sostenendo che il ritorno all’ora solare riduce il tempo disponibile sui green e sui campi.

Ed è proprio il golf ad avere un forte interesse economico nella partita.

Brian Rolapp, amministratore delegato del PGA Tour, ha sostenuto la riforma indicando i possibili benefici per il settore. Secondo le stime dell'industria, mantenere un’ora di luce in più alla sera potrebbe consentire di giocare circa 23 milioni di partite aggiuntive ogni anno e generare intorno a un miliardo di dollari di ricavi diretti in più.

Sono stime provenienti dallo stesso settore del golf, ma aiutano a capire perché proprietari e gestori di molti campi sostengano la riforma: più tardi arriva il buio, più a lungo gli impianti possono restare in attività. Un vantaggio che sarebbe comunque molto diverso da Stato a Stato, soprattutto perché nelle zone più fredde numerosi campi chiudono durante l’inverno.

Cotton: “I bambini andrebbero a scuola al buio”

Quell’ora di luce serale, però, non arriva gratis: viene sottratta al mattino. È questo l'argomento principale degli oppositori dell’ora legale permanente. Cotton ricorda che gli Stati Uniti hanno già sperimentato in passato soluzioni simili, salvo poi tornare indietro davanti agli effetti delle albe invernali molto tardive.

In alcune città le conseguenze sarebbero particolarmente evidenti. Con l’ora legale mantenuta anche d’inverno, a Detroit e Indianapolis, per esempio, in alcuni periodi il sole sorgerebbe dopo le 9.

Per milioni di famiglie questo significherebbe bambini diretti a scuola o in attesa dello scuolabus quando è ancora buio, oltre a lavoratori costretti a iniziare la giornata senza luce naturale.

Non è soltanto una disputa politica. Anche l’American Academy of Sleep Medicine si è espressa a favore dell’ora solare permanente, considerata maggiormente in sintonia con i ritmi circadiani dell’organismo.

Cotton non sembra intenzionato a cedere. “Nessuno ama cambiare l’ora, me compreso”, ha spiegato, ribadendo però che gli abitanti dell’Arkansas non vogliono mandare i figli a scuola “nel buio più totale”.

Agli americani il cambio dell’ora piace poco

Un sondaggio AP-NORC del 2025 mostrava che soltanto il 12% degli adulti statunitensi era favorevole a conservare il sistema attuale del cambio semestrale. E, messi davanti alla scelta tra i due possibili orari permanenti, gli intervistati preferivano la luce alla sera: il 56% sceglieva l’ora legale per tutto l’anno, contro il 42% favorevole all’ora solare permanente.

La questione accompagna gli Stati Uniti da decenni e il Paese già oggi non segue una regola completamente uniforme. Arizona e Hawaii, per esempio, non adottano il cambio stagionale e restano sull’ora solare.

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