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Monday, October 12, 2026

Monte Bove, così la nuova cabinovia sacrifica l’ambiente per il rilancio turistico

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Monte Bove, così la nuova cabinovia sacrifica l’ambiente per il rilancio turistico

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La nuova cabinovia “Arboreti-Malghe del Cornaccione”, 2 km lineari con la stazione di valle a quota 1350 m e quella di monte a quota 1969 m, è stata promossa dal Comune di Ussita e autorizzata da Provincia di Macerata e Regione Marche; nel progetto è compreso lo smantellamento di tre impianti preesistenti, chiusi da anni e giunti a scadenza tecnica. Gli interventi ricadono parzialmente all’interno dei siti Natura 2000 ZPS IT5330029 “Dalla Gola del Fiastrone al Monte Vettore” e ZSC IT5330004 “Monte Bove”.

Nella “zona del cratere” citata nei documenti ufficiali, con borghi in macerie devastati nel 2016 da un sisma generato e propagato anche dal sistema di faglie dello stesso Monte Bove, le popolazioni vivono ancora nelle SAE (Soluzioni Abitative di Emergenza) dopo dieci anni; ma il Comune di Ussita, con il benestare del Parco Nazionale Monti Sibillini, ha deciso di investire circa 11,5 milioni di euro del Pnrr destinandoli alla “razionalizzazione del demanio turistico esistente e alla riqualificazione e alla destagionalizzazione a fini turistici”.

Nel luglio 2025 il Comune di Ussita ha emesso un’ordinanza disponendo il divieto di circolazione fino al 31.1.2026 di veicoli, biciclette e pedoni nell’area interessata dai lavori per la realizzazione della nuova cabinovia. Una nostra attivista, entrata inconsapevolmente nel mese di ottobre 2025 nell’area di cantiere che occupa circa due montagne e mezzo (Monte Bove Sud, Monte Cornaccione, Monte Bicco) senza incontrare né perimetrazioni né divieti o ordinanze a vista, ha pensato di testimoniare la situazione ambientale con fotografie postate sui social e inviando una pec ai carabinieri per chiedere vigilanza sul territorio; per tutta risposta ha ricevuto una denuncia penale con conseguente condanna ad un’ammenda di 206 euro per violazione dell’ordinanza comunale.

Il divieto di realizzazione di nuovi impianti di risalita a fune in aree Rete Natura 2000 (art. 5 comma 1 lettera m del D.M. 17/10/2007) è stato aggirato in quanto “il progetto si configura come una sostituzione e ammodernamento tecnologico di impianti sciistici sullo stesso sedime di una vecchia seggiovia”, con nuove strade di servizio ben oltre i 1200 m di limite della Legge Galasso. Il nuovo impianto avrà una portata di 1800 persone/ora, quando i numeri forniti dall’Ente Parco parlano di presenze nel periodo estivo di un centinaio di persone al giorno.

A partire dal 2008 con un progetto comunitario LIFE è stato reintrodotto il camoscio appenninico nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, con 30 individui dotati di radiocollare rilasciati sul Monte Bove Nord; oggi si stimano oltre 400 esemplari suddivisi in diversi branchi, almeno quattro. La VIncA riporta che “nella primavera 2024 due femmine hanno partorito nei pressi della vetta di M.te Bicco sul versante esposto a sud e quindi ad una distanza in linea d’aria di meno di 500m dalla “stazione di monte” prevista dal progetto (…) il branco che frequenta stabilmente, in tutte le stagioni, la zona di M.te Bicco-M.te Bove Sud-Passo Cattivo è quello che per ragioni spaziali appare più vulnerabile alla realizzazione del progetto, sia nella fase di esecuzione dei lavori che nella fase di esercizio”.

A lavori ultimati una “potenziale frequentazione turistica “di massa” conseguente alla facilità a raggiungere i luoghi sommitali che la presenza della cabinovia determina (…) può comunque determinare impatti significativi e pertanto la fruizione nella zona del rifugio e soprattutto della porzione di territorio a monte del rifugio Cornaccione andrà necessariamente regolamentata (…) l’aumento di fruitori fa aumentare anche il rischio di trasgressori che volontariamente o per non conoscenza della norma potrebbero fruire l’area in maniera scorretta”. Però sui versanti tra Frontignano e il M. Bicco è vietato aprire itinerari di arrampicata e perfino fare manutenzione su quelli già aperti per questione di impatto ambientale…

Nel frattempo resta attivo un troncone di funivia e un rifugio, aperto per alcuni fine settimana solo la sera per l’aperitivo con musica a tutto volume che echeggia fin sulle cime più remote; a Capodanno si fanno fuochi d’artificio in barba alla colonia di ripopolamento del camoscio.

Quest’estate, nel periodo che dovrebbe vedere la massima affluenza turistica, su a Monte Bove come giù a Frontignano, Ussita, Visso si sono viste ben poche persone e la ricettività turistica ha registrato rarefatte presenze giornaliere. Ma il rilancio turistico dell’area è garantito.

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