Caro affitti ed emergenza casa, qual è la situazione in Italia e in Europa
Le proteste in Spagna, lo sfratto di Maricarmen, la caduta del governo Sanchez. E poi la proposta di regolamento della Commissione per contrastare la crisi abitativa nell’Unione europea, e le idee del governo Meloni per aiutare i giovani: la situazione degli alloggi è tornata al centro delle discussioni politiche in tutto il Vecchio Continente. Tra prezzi in aumento e il peso delle locazioni brevi, l’Europa sta cercando di affrontare la crisi della casa.
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Quello che devi sapere
La crisi abitativa in Spagna
Il caro affitti e la crisi abitativa sono finiti al centro dell’attenzione di tutta Europa - come detto - dopo le proteste che sono esplose in Spagna. La miccia che ha fatto scoppiare l’incendio è stato lo sfratto dell’87enne Maricarmen Abascal dalla casa di Madrid dove viveva da 70 anni: la società proprietaria dell’appartamento aveva moltiplicato l'affitto portandolo da 500 a 2650 euro. Dopo l’allontanamento dell’anziana - con le immagini di Maricarmen portata via in barella - si era trovato un accordo, ma la donna è morta senza mai rientrare nella casa.
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I dati degli affitti in Spagna
La crisi abitativa nel Paese ha causato forti proteste in diverse città e portato persino alla caduta del governo Sanchez e nuove elezioni a fine novembre. In Spagna in effetti la situazione è complessa: dal 2016 gli affitti sono cresciuti dell'82,7% a Madrid e del 94,9% a Barcellona, contro una crescita dei salari di circa il 45%. Nella capitale in particolare l'affitto medio rilevato dal portale online Idealista è di 23,3 euro al metro quadro al mese: un appartamento di 100 metri quadri costa 2.330 euro mensili. E anche comprare una casa è diventato proibitivo: nel primo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 12,9% su base annua, fino a +13.5% quelli delle case usate.
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Qual è la situazione in Europa
Il problema però, pur esploso in Spagna, non riguarda solo quel Paese. Secondo Eurostat infatti nel secondo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni nell'Unione europea sono aumentati del 4,7%, mentre quelli degli affitti sono cresciuti del 3% rispetto al secondo trimestre del 2025. Inoltre rispetto al primo trimestre del 2026, i costi delle abitazioni sono aumentati dell'1,2 % e gli affitti dello 0,7%. Inoltre, sempre secondo Eurostat, nel 2025 rispetto ai 12 mesi precedenti le vendite di abitazioni nell'Unione sono aumentate nella maggior parte dei Paesi per i quali sono disponibili dati.
La situazione immobiliare in Italia
E per quanto riguarda l’Italia? Secondo Eurostat l’andamento del mercato nel nostro Paese è in linea con quello del resto dell’Unione europea. Il settore residenziale, comunque, ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con una flessione dei prezzi dell'1,1%, a una media di 2.031 euro al metro quadro. Su base annua il saldo rimane positivo, con il 3,3% in più rispetto a settembre 2025. A livello mensile invece secondo il portale Idealista le quotazioni si stanno mantenendo stabili.
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L’andamento nelle città italiane
Scendendo nel dettaglio dei dati sugli affitti in Italia, Idealista sottolinea come il mercato abbia conosciuto negli ultimi dieci anni alcuni cambiamenti significativi: in particolare è esplosa la quota di annunci transitori, che è passata dall’1,6 al 31,4%, e di pari passo l’offerta di soluzioni a lungo termine è diminuita del 34,8%. Intanto qualche cambiamento però si legge guardando i dati delle grandi città universitarie: a Milano i prezzi di bilocali e trilocali sono calati del 6%, a Roma invece i listini risultano stabili mentre a Napoli i costi sono in discesa per tutte le soluzioni.
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La posizione dell’Ue sulla crisi
Il ruolo degli affitti brevi nella crisi abitativa è spesso discusso. E nei giorni scorsi il commissario Ue all'energia Dan Jorgensen ha presentato il piano della Commissione per gli alloggi a prezzi accessibili davanti al Parlamento europeo, intervenendo proprio su questo tema: “Gli affitti brevi, le seconde case e gli immobili sfitti non sono la causa principale" della crisi abitativa in Europa ma in molte grandi città "contribuiscono a questo problema". Il commissario ha detto che l'Ue continuerà a lavorare sugli investimenti e l'offerta, "per contrastare la speculazione e sostenere i più vulnerabili, nonché per ridurre la burocrazia".
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L’Affordable Housing Act
A settembre la Commissione ha presentato l'Affordable Housing Act, la proposta di regolamento per cercare di contrastare la crisi abitativa. Al centro della nuova normativa c’è la volontà di dare agli enti locali la possibilità di definire una zona sotto pressione abitativa, cioè in cui i prezzi di vendita delle case superano di otto volte il reddito disponibile annuo pro capite. In tal caso le autorità locali potranno introdurre limiti agli affitti per locazioni turistiche senza incorrere in ricorsi per violazione delle norme del mercato interno. Una proposta che però non ha incontrato il favore di molti governi europei e gruppi al Parlamento europeo.
Il caso del Portogallo
Il legame tra affitti brevi per turisti e prezzo degli immobili, comunque, non sembra essere sempre chiaro: per esempio a Lisbona negli ultimi tre anni il numero di appartamenti destinati al mercato degli affitti brevi si è contratto del 40% grazie a criteri più rigorosi nell'assegnazione di nuove licenze e al rafforzamento dei controlli sulle licenze già concesse. Tuttavia questo non è stato accompagnato da un calo del prezzo medio delle case nella capitale: i prezzi delle case in Portogallo sono aumentati del 16,5% su base annua e Lisbona, in particolare, è stata indicata dalla Commissione europea come una delle città in cui la pressione immobiliare è maggiore. Gli affitti nella capitale portoghese sono aumentati del 103% nell'ultimo decennio.
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Cosa potrebbe cambiare in Italia
In questo contesto, anche l’Italia potrebbe muoversi con alcune misure ad hoc: "Una misura che potrebbe essere studiata, risorse finanziarie permettendo, sono incentivi per l'acquisto della prima casa per gli under36, l'estensione della possibilità di applicare l'Iva sulle operazioni di cessione e locazione di abitazioni poste in essere da società di compravendita e gestione immobiliare, la riduzione dell'aliquota Iva dal 10 al 5% per la locazione dei fabbricati residenziali (ovviamente ad eccezione degli immobili di lusso) e l'assimilazione agli immobili strumentali dei fabbricati residenziali locati dalle imprese di costruzione, perché oggi abbiamo una distinzione", ha detto nei giorni scorsi il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo.
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