Calcio: 90' in panchina, il lungo tramonto di CR7 che non cede all'addio
Triste e solitario Cristiano Ronaldo, rimasto in panchina per i 90 minuti culminati con la vittoria del Portogallo sulla Norvegia, in Nations League. Forse non ancora 'y final', ma non succedeva dall'Europeo del 2008 che la nazionale snobbasse così il proprio capitano in occasione di un match ufficiale, all'epoca contro la Svizzera. Al fischio finale, visibilmente irritato, CR7 ha lasciato subito il campo, ignorando i compagni festanti. "La partita aveva preso una certa piega e bisognava fare delle scelte", si é quasi giustificato il ct Jorge Jesus, aggiungendo che la decisione non era stata dettata da problemi fisici.
Ed in effetti, mentre il 42/o compleanno si avvicina, CR7 appare ancora in forma smagliante, aiutato anche dalla passione per il padel, oltre che da allenamenti maniacali e da una dieta rigorosissima, basata su sei, piccoli, pasti al giorno. Ma, a 24 anni dall'esordio in maglia rosso-verde, anche il fuoriclasse di Funchal deve fare i conti con il tempo che passa. Dopo l'ultimo Mondiale - la sua sesta partecipazione, ed in ognuno ha lasciato il segno - ha ammesso di aver pensato al ritiro, almeno a livello internazionale. Ci ha riflettuto ed é giunto alla conclusione di non essere ancora un peso per la nazionale. E poi c'é quell'ossessione delle 1.000 reti in carriera (gliene mancano 21), un traguardo che vuole assolutamente raggiungere.
Forse per questo ogni accantonamento, anche se passeggero, é diventato motivo di frustrazione per lui e di polemiche roventi sulla testa del selezionatore del momento, da Carlos Queiroz a Fernando Santos, passando per Paulo Bento. Tutti prima o poi hanno dovuto fare i conti con i partigiani del giocatore, ma anche con i suoi detrattori, sempre più audaci negli ultimi tempi. Come quelli che dopo l'1-1 al Mondiale con la Repubblica democratica del Gongo lo invitavano a farsi da parte perché "ormai passeggia in campo" e "pensa solo a segnare".
E quanto deve essergli pesato non comparire, per il quarto anno consecutivo, nella lista dei 30 candidati al Pallone d'Oro 2026, lui che ne ha vinti cinque. Soprattutto perché é invece tornato in lizza Leo Messi, l'avversario che più di tutti gli chiude la vena della rivalità e stuzzica il suo ego smisurato.
L'esclusione dal prestigioso trofeo é il prezzo che CR7 paga alla scelta di accettare l'esilio dorato nel campionato dell'Arabia Saudita: fino all'anno prossimo vestire la maglia dell'Al Nassr vale 200 milioni a stagione. Quando arriverà quell'ora sarà la fine di un epoca che appariva eterna. Resterà il ricordo di un campione che ha dipinto calcio. Uno struggente tramonto nel deserto.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.