“Sei uno zingaro, tua madre ti ha fatto proprio di corsa, siete mostri”, gli insulti dell’educatrice sospesa dal gip di Roma per maltrattamenti
Bastava che un bimbo si muovesse, si rifiutasse di mangiare o facesse fatica ad addormentarsi perché la voce dell’educatrice cambiasse tono e iniziassero gli insulti e le violenze. È quanto emerge dagli atti dell’inchiesta, come riporta Il Messaggero, che ha portato alla sospensione di una educatrice di 62 anni in servizio in un asilo nido di Roma. Secondo quanto ricostruito attraverso intercettazioni e immagini, nell’asilo nido dell’Appio Latino la donna avrebbe imposto ai piccoli un rigido regime di silenzio e immobilità, reagendo alle loro proteste con insulti, minacce e, in alcuni episodi, anche con gesti violenti. Le frasi finite agli atti restituiscono un rapporto tutt’altro che sereno con i bambini. A uno avrebbe detto “sei uno zingaro”, a un altro “tua madre ti ha fatto proprio di corsa”. E ancora: “siete proprio piccoli, brutti e mostri”, “mi sembri una gallina”, “mi pari un maialino”. Parole pronunciate, secondo l’accusa, con un tono che avrebbe contribuito a rendere ancora più intimidatorio il comportamento dell’educatrice.
A pesare sulla decisione del giudice per le indagini preliminari non sarebbero state dunque soltanto le pesanti espressioni utilizzate nei confronti di bambini molto piccoli, ma anche il modo con cui venivano rivolte e il contesto nel quale si inserivano. L’educatrice, secondo la ricostruzione investigativa, pretendeva che i piccoli restassero fermi, non parlassero, mangiassero ciò che veniva servito e dormissero quando stabilito. In una delle conversazioni registrate, mentre un bambino piangeva e un altro non voleva sedersi sul seggiolone, la donna avrebbe reagito dicendo: “I bambini così schifosi… schifoso sei“. In un’altra occasione, una bambina le avrebbe detto “sei cattiva”. La risposta sarebbe stata: “Ti sopporto, tanto cattiva non so'”.
Particolarmente delicati gli episodi avvenuti nella stanza destinata al riposo. A un bambino che non voleva sdraiarsi, l’educatrice avrebbe intimato: “Mo te sbatto al muro”, aggiungendo poi: “Mettiti giù, stai giù e guai se ti alzi”. Proprio nella stanza dei lettini, durante le intercettazioni, in più occasioni sarebbe stato inoltre captato il rumore di uno schiaffo. Secondo gli investigatori, il comportamento della donna sarebbe risultato ancora più evidente quando era presente una collega che utilizzava modalità più calme per convincere i bambini a mangiare o ad andare a dormire. Il confronto tra i due atteggiamenti avrebbe contribuito a delineare, nell’ipotesi accusatoria, una condotta caratterizzata da frequenti rimproveri e reazioni aggressive.
Tra gli episodi contestati ce n’è anche uno relativo a un bambino che aveva sonno durante il pranzo. Il piccolo, secondo quanto ricostruito, era abituato a svegliarsi molto presto e proprio per questo faticava a rimanere sveglio all’ora di pranzo. L’educatrice gli avrebbe ordinato, urlando: “Lo vuoi il pane? Resta sveglio!“. Poco dopo il bambino si sarebbe seduto sul seggiolone preparato per lui. La donna gli si sarebbe avvicinata pronunciando la frase “mi stai scocciando”. Subito dopo, nelle registrazioni, sarebbe stato percepito il rumore di uno schiaffo, seguito dall’ordine: “E non te lo dico più!”.
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