“Macklemore ha coraggio, ma su Ed Sheeran non mi permetto di giudicare. Ogni artista sceglie cosa dire e quando dirlo”: Bob Geldof si schiera (a metà)
Il fondatore dei Boomtown Rats e padre dei Live Aid interviene nella bagarre Sheeran-Macklemore: applausi al rapper che ha rotto il silenzio su Gaza, ma nessuna pietra contro Ed Sheeran. Nel mirino, invece, Robert Kraft e gli organizzatori del tour
Quando si parla di musica e Medio Oriente, Bob Geldof non è mai stato uno che si tira indietro. E anche stavolta, davanti al caso che sta scuotendo il tour americano di Ed Sheeran, l’ex frontman dei Boomtown Rats ha deciso di dire la sua, ma con l’equilibrismo di chi, di battaglie identitarie e beneficenza musicale, ne ha viste (e fatte) parecchie.
Durante una tappa del Loop Tour, Macklemore ha eseguito il brano “Hind’s Hall” e lanciato un “Free Palestine” dal palco, esprimendo la sua opposizione a quello che ha definito il genocidio in corso a Gaza. Il gesto ha scatenato un putiferio: il consiglio israelo-americano ha chiesto la sua rimozione dal tour, e nel giro di pochi giorni la produzione ha annunciato lo stop.
Sheeran ha precisato che la decisione di escludere il rapper non è stata sua, ma dell’agenzia live. Macklemore, però, ha puntato il dito altrove: ha raccontato che lo stesso Sheeran gli avrebbe riferito che diversi stadi non avrebbero ospitato il tour se lui fosse rimasto in scaletta, accusando il proprietario del Gillette Stadium Robert Kraft di essere dietro la manovra. Kraft, dal canto suo, ha ammesso di aver escluso Macklemore, citando una presunta storia di retorica antisemita e rifiutandosi di “offrire una piattaforma all’odio”.
La solidarietà musicale non si è fatta attendere: Finneas, Aaron Rowe, Lukas Graham e i Beoga hanno abbandonato il tour in segno di sostegno a Macklemore, che ha poi annunciato di voler devolvere il milione di dollari guadagnato dal tour a sei organizzazioni umanitarie a supporto della popolazione palestinese, invitando Kraft a fare altrettanto.
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