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Tuesday, October 6, 2026

Presunto attentato a base Raf, arrestato 22enne in centro a Londra: “Terrorismo”

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Presunto attentato a base Raf, arrestato 22enne in centro a Londra: “Terrorismo”

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La polizia del Regno Unito ha arrestato un 22enne in relazione all’incidente di sicurezza verificatosi il 27 settembre vicino alla base aerea della Royal Air Force a Fairford, gestita dagli Stati Uniti, che le autorità hanno collegato all’Iran. La polizia antiterrorismo ha dichiarato che l’uomo, un cittadino britannico, è stato fermato nel quartiere di Westminster, nel centro di Londra, con l’accusa di preparazione di atti terroristici. E’ il settimo arresto in relazione al presunto complotto contro la base Raf che si trova nella contea del Gloucestershire, nel distretto di Cotswolds, utilizzata dai bombardieri americani per colpire l’Iran. Altri sei uomini sono stati rilasciati su cauzione e sono attualmente sotto indagine.

La notte del 27 settembre la polizia ha arrestato nella campagna attorno a Fairford 5 giovani cittadini britannici che si aggiravano nella zona a bordo di tre furgoni bianchi. L’antiterrorismo li ha accusati d’aver pianificato un attentato esplosivo, salvo rilasciarli a sorpresa il giorno dopo (sebbene da indagati). Nei van, ispezionati da team di artificieri militari mentre un intero villaggio veniva evacuato per oltre un giorno, la polizia aveva riferito di non aver trovato “alcun ordigno esplosivo” bensì benzina “in grandi quantità”. La vicenda, rispetto alla quale l’amministrazione Usa e il premier britannico, Andy Burnham, hanno evocato “forti indicazioni” d’un ipotetico ruolo di Teheran, è quindi sfociata la settimana passata anche nell’arresto di un 25enne, con doppia nazionalità britannica e iraniana, a sua volta scarcerato su cauzione nel giro di 48 ore. Sia il 25enne anglo-iraniano, sia il 22enne britannico fermato oggi sono stati catturati a Westminster, nel cuore della capitale, dove hanno sede i palazzi del potere politico. Nel dare l’annuncio odierno, Vicki Evans, coordinatrice nazionale della Counter Terrorism Policing (Ctp) di Scotland Yard, ha ribadito che “l’inchiesta rimane aperta” e che si continuano a “seguire varie piste”.

Lunedì Washington ha formalizzato il ritiro temporaneo oltre oceano di tutti in bombardieri B-1 dell’aeronautica militare Usa dislocati a Fairford. Una decisione che il presidente Donald Trump ha giustificato in serata con la minaccia di attacchi con droni contro la base inglese imputata all’Iran. Sempre ieri, un portavoce di Downing Street ha da parte sua assicurato invece che la base della Raf è considerata “sicura” dal governo Burnham, dopo la revisione dei livelli di tutela di tutte le strutture militari britanniche sensibili, nel Regno o all’estero, disposta dal ministro della Difesa, Wes Streeting, in seguito all’allarme del 27 settembre. “Tutti i bombardieri americani schierati presso la base di Fairford sono stati trasferiti alle loro basi di origine negli Stati Uniti”, ha comunicato il Dipartimento della Difesa, senza fornire motivazioni. L’esercito statunitense aveva dislocato presso la base, in particolare, bombardieri strategici supersonici B-1 Lancer, velivoli noti per il loro vasto raggio d’azione e per l’elevata capacità di carico di missili e bombe.

Marco Rubio ha escluso legami diretti tra l’improvviso ritiro dei bombardieri B-1 dalla base e il presunto complotto iraniano. “Non metterei direttamente in relazione i due fatti”, ha detto il segretario di Stato americano ai giornalisti, secondo l’Associate Press. “Il dipartimento della Difesa ridistribuisce costantemente le risorse laddove necessario”, ha aggiunto, sottolineando che gli Stati Uniti hanno piena fiducia nella sicurezza di tutte le loro basi. “Non è insolito – ha detto il capo della diplomazia Usa – assistere a rotazioni e spostamenti in diverse parti del mondo in base a esercitazioni, ridispiegamenti, avvicendamenti di personale e l’arrivo di nuovi aerei mentre quelli più vecchi vengono ritirati. Insomma, gli aerei cambiano continuamente”.

La decisione, sostiene l’emittente Nbc citando funzionari americani, sarebbe arrivata a causa di una segnalazione riguardante un possibile attacco con droni iraniani. I due funzionari non hanno potuto dire se la minaccia fosse imminente. Un terzo funzionario ha affermato che gli Usa possono schierare i bombardieri da qualsiasi luogo, quindi, per eccesso di cautela, aveva senso spostarli. Ieri Donald Trump aveva confermato che le “minacce” che hanno portato alla decisione di ritirare i bombardieri statunitensi dalla base nel Gloucestershire.

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