Quella piazza è unica: perché le proteste dei ragazzi aiutano il clima
Dal primo sciopero di Greta Thunberg nel 2018 ad oggi, la protesta climatica e l’attivismo climatico sono stati, o sono stati visti, come una lotta isolata, relativa unicamente alla questione del riscaldamento globale e all’aumento delle emissioni di gas serra. Un isolamento che non ha granché giovato alla causa climatica, spesso sentita come lontana, astratta teorica. In realtà, i Fridays For Future hanno sempre manifestato una spiccata sensibilità sociale e hanno sempre parlato di giustizia climatica, non solo di clima. Inoltre, in questi ultimi anni, la protesta di Greta Thunberg si è spostata, senza ovviamente dimenticare il clima, sui temi della pace e della guerra, della distruzione della Palestina, ma anche delle lotte operaie e del lavoro sfruttato, oltre che della contestazione del capitalismo tecnocratico globale.
Gli eventi di queste ultime settimane – le manifestazioni francesi, la vittoria degli studenti serbi, un capolavoro politico, la sconfitta di Bolsonaro, non certo un ambientalista, le piazze italiane – hanno diffuso nel mondo e nel nostro paese un liberatorio senso di protesta contro un sistema che sta letteralmente stritolando la vita delle persone. Cittadini che, sicuramente in Italia, si vanno impoverendo a causa dell’inflazione, dei salari stagnanti, di una politica che non ha più soldi strozzata com’è dal debito pubblico e dal riarmo. Per non parlare del tema delle pensioni, di cui poco si parla: cominciano ad andare in pensione le persone con il contributivo puro, e quindi importi da fame, specie se si hanno lavori precari alle spalle. E sarà sempre peggio, senza contare che quando si è anziani si ricorre in maniera massiccia alla sanità, che ha i problemi che purtroppo tutti sappiamo.
Queste piazza lottano dunque contro la povertà, le disuguaglianze, i redditi bassi, per la pace e contro la guerra. Ma direttamente e non indirettamente, lottano anche contro l’inquinamento e i grandi inquinatori, contro la distruzione ambientale, contro la paura concreta di condizioni esistenziali impossibili a causa del clima. Le proteste si uniscono, si fondono ed è giusto che sia così perché il nemico è soprattutto uno. Ovvero, come già detto, un sistema economico a cui non importa se a consumare tantissimo è la stessa persona, mentre masse non hanno nulla, purché si consumi. A cui non importa se i ricchi multimilionari si comprano decine di palazzi ciascuno nei centri storici delle nostre città, perché l’importante è che girino i soldi.
A fronte di questo, c’è una politica sempre più impotente, incapace di scalfire un modello più forte di tutto, a volte però persino incapace di dire che questo modello è atrocemente ingiusto e crea asimmetrie insostenibili. Ma le persone, che vivono la vita reale, hanno capito che non bastano briciole sociali, che occorre una messa in discussione radicale delle condizioni attuali e per questo votano sempre di più la destra radicale o la sinistra radicale. Coalizioni e partiti che, almeno a parole, dichiarano di voler combattere queste iniquità, non dare soldi alle armi, aiutare le persone singole a sopravvivere.
Certo, le destre radicali purtroppo non solo non sono ambientaliste, ma anzi vogliono eliminare ogni misura ambientale perché ritengono che siano soldi sottratti a persone e imprese. Ma almeno a sinistra, il tema climatico mi sembra, per fortuna, ormai intrecciato, sia nelle piazze che nelle agende politiche, con quello sociale. E da questo senz’altro la questione del contrasto al riscaldamento, dell’adattamento e della mitigazione può trarre giovamento, invece che restare in un isolamento che non aiuta.
Aspettiamo ovviamente il programma del campo largo, dove ci auguriamo che i temi siano non solo accostati, ma letteralmente siano facce diverse di una stessa medaglia, perché così è. Senza paura, speriamo, di perdere voti se si parla di clima e senza timore di legare l’ambiente al resto, come se gli italiani non avessero ormai capito che occorrono azioni forti su questo tema. Perché, alluvioni a parte, tra alcuni mesi l’estate tornerà. E sarà torrida come sempre, su questo, purtroppo, non ci sono dubbi.
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