ESPNFrom superstar signings to under-the-radar finds: How each of MLB's four remaining teams were builtPunchSupreme Court delivered 411 judgments in one year – CJNThe Jerusalem PostIDF probes suspected negligence after officer killed in Humvee accident in southern LebanonESPN DeportesEx presidente Barça: Que Messi se despidaRTP Desporto12h30 Históricos de Betis e Lens anteveem Porto e SportingBollywood HungamaRian Mukherjee wins Best Child Actor at Los Angeles Film Awards 2026 for Hindi film ManzilZDF heuteEntdecken Sie das ZDF-NachrichtenstudioIl Fatto Quotidiano“Barbara D’Urso porterà a casa circa 200 mila euro complessivi, cioè 15 mila euro a puntata”: ecco il cachet della giurata di “Ballando con le stelle”CBS NewsSaudi airport stays shut as Houthi attacks kill 20 people in a week7sur7Toute attaque contre l’Otan serait “totalement vaine”, assure son chefWirtualna PolskaTusk o policji w szkołach. "Tak, jesteśmy przeczuleni"RTL BoulevardTennisser Van de Zandschulp boekt in Shanghai knappe zege op Fils
The Daily Newsstand · Free, Always
Monday, October 12, 2026

Salone di Parigi, tutta la Cina che c’è. La carica dei 20 brand di Pechino – FOTO

Translate

Salone di Parigi, tutta la Cina che c’è. La carica dei 20 brand di Pechino – FOTO

Icona dei commenti Commenti

1 / 14

geely monjaro EM-i

2 / 14

leapmotor b03

3 / 14

byd dolphin g dm-i

4 / 14

byd shark

5 / 14

changan-nevo-q05

6 / 14

chery q

7 / 14

denza z9gt

8 / 14

leapmotor-d19

9 / 14

Li Auto L9

10 / 14

lynk & Co 07 GT

11 / 14

omoda 4

12 / 14

zeekr 7gt

13 / 14

xpeng g9l

14 / 14

smart #2

Sono ben 20 i marchi cinesi al Salone di Parigi, in programma dal 12 al 18 ottobre. Una pattuglia grande il doppio rispetto a quella dell’ultima edizione dello show, datata 2024. A colossi già affermati come BYD, Chery e Geely si affiancheranno nuovi nomi, come Aito, Avatr, Li Auto, Forthing del Gruppo Dongfeng e Aion del Gruppo GAC.

L’appuntamento parigino arriva in un momento cruciale per l’industria automotive europea: mentre le vendite dei produttori del vecchio continente in Cina sono crollate sin dai tempi della pandemia, i costruttori cinesi, ampiamente esclusi dal mercato statunitense e messi alle strette da una domanda interna più debole, hanno concentrato la loro attenzione sull’Europa. Con una spietata guerra dei prezzi interna e un enorme problema di sovraccapacità produttiva in patria, la Cina continua a guardare al Vecchio Continente in cerca di crescita e margini di profitto, arrivando a schierare a Parigi marchi inediti e una dozzina di modelli mai visti prima in Europa.

I numeri confermano un’espansione senza precedenti: quasi ogni mese negli ultimi due anni, i marchi cinesi hanno stabilito un nuovo record di quota di mercato in Europa, raggiungendo quasi il 12% ad agosto. Quasi il doppio rispetto a quella di un anno fa e superiore a quella dei rivali giapponesi giunti in Europa negli anni ’70.

La pressione della concorrenza cinese, unita alla debolezza della domanda europea, ai dazi statunitensi e ai costi legati all’elettrificazione, sta iniziando a pesare gravemente sui costruttori europei: il Gruppo Volkswagen sta tagliando decine di migliaia di posti di lavoro e valutando la chiusura di stabilimenti per ridurre i costi, e anche Bmw sta licenziando migliaia di lavoratori.

Due anni fa l’Unione Europea ha imposto dazi sulle auto elettriche a batteria prodotte in Cina, ma i costruttori cinesi hanno reagito espandendosi verso modelli a combustione e ibridi plug-in. Questa dinamica ha spinto l’industria automobilistica europea a chiedere dazi anche su ibride e ibride plug-in cinesi per limitarne l’importazione, ed è recente la notizia di un intesa di massima tra Bruxelles e Pechino a riguardo. Nel contempo, l’UE sta lavorando a una legislazione che includa clausole “Made in Europe” con requisiti minimi di componentistica locale per accedere a sussidi chiave o appalti pubblici.

Mentre combattono contro i rivali cinesi per le quote di mercato, i produttori europei cercano contemporaneamente di trarre vantaggio dalla loro ascesa, vendendo capacità produttiva nei propri stabilimenti sottoutilizzati e attingendo alla tecnologia EV cinese. Un esempio chiaro in tal senso è fornito da Stellantis, che ha rafforzato la sua partnership in Europa con Dongfeng. Nonostante la leadership cinese sulla tecnologia elettrica, i produttori europei cercano di reagire con una nuova generazione di modelli a batteria dai prezzi più accessibili.

BYD, campione delle vendite cinesi in Europa ad agosto, presenta in anteprima un nuovo modello per il continente, potenzialmente una versione allungata della piccola elettrica Dolphin Surf, insieme alla Dolphin G DM-i, prima vettura del marchio cinese progettata specificamente per l’Europa, che introduce la tecnologia ibrida plug-in nel segmento delle compatte tradizionali garantendo fino a 105 km di autonomia elettrica e consumi combinati di appena 1,4 L/100km. A queste si affiancano il suv compatto Atto 2 DM-i e un aggiornamento della Atto 3. Riflettori puntati anche sullo Shark, il primo pickup BYD venduto in Europa: un veicolo a trazione integrale PHEV da 436 cavalli lungo 5,46 metri, capace di scattare da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi e di 90 km di autonomia elettrica grazie a una batteria da 32,2 kWh, 2.500 kg di capacità di traino, 790 kg di carico utile e funzionalità vehicle-to-load per alimentare utensili elettrici.

Contestualmente, Denza, il marchio premium di BYD, espone la Z9GT, una grande shooting brake elettrica rivale di Porsche Taycan e Audi E-tron GT, proposta a un prezzo pre-lancio di 115.000 euro (100.000 euro per la variante ibrida ricaricabile). Denza affianca alla Z9GT il minivan D9 DM-i, progettato come una vera e propria lounge, il suv Bao 5 con telaio a longheroni e oltre 500 cavalli che scatta da 0 a 100 km/h in meno di 5 secondi sfidando le arcinote Mercedes Classe G e Land Rover Defender, e la Z, una supercar elettrica capace di bruciare lo 0-100 km/h in poco più di 2 secondi.

La galassia Geely si presenta alla kermesse parigina con una struttura che comprende il brand omonimo, Smart, Lynk & Co e Zeekr. Geely Auto, posizionata al di sotto dei marchi Zeekr e Lynk & Co, sta superando entrambi nelle vendite europee e porta al Salone il Monjaro EM-i, un big suv basato sulla piattaforma GEA Evo compatibile con propulsioni elettriche, ibride ricaricabili ed elettriche con range extender. A completare la gamma ci sono il crossover a elettroni EX5 e la piccola EX2, l’auto elettrica a batteria più venduta in Cina.

Per quanto riguarda Smart, joint venture paritetica tra Mercedes-Benz (design) e Geely (tecnologia e produzione cinese), l’impatto dei dazi sulle EV importate ha penalizzato le vendite dei modelli oversize #1, #3 e #5; a Parigi il brand torna dunque alle origini con la #2, erede 100% elettrica della ForTwo.

Lynk & Co arricchisce la sua offerta – finora composta dal suv compatto 01 imparentato con la Volvo XC40, dal crossover 02 e dal SUV 08 PHEV – mostrando la nuova shooting brake ad alte prestazioni 07 GT. Dal canto suo Zeekr, il cui volume di vendite è più che triplicato quest’anno, espone la 7GT, una grand tourer shooting brake che sta raccogliendo buoni ordini, e il suv ammiraglia 9X, caratterizzato da un’imponente griglia verticale e da uno schermo da 17 pollici ribaltabile dal tetto e dedicato ai passeggeri posteriori.

Leapmotor, in virtù della joint venture stretta fra Stellantis e il costruttore cinese, che porta a Parigi la hatchback elettrica B05 da 218 CV – dotata di batterie da 56 o 67 kWh per un’autonomia di 460 km, in attesa delle versioni range extender e Ultra – affiancata dal Suv compatto B03X, dalla cittadina B03 e dalla imponente Suv D19 da oltre 5,2 metri di lunghezza con range extender per 300 km di autonomia solo elettrica, poltrone da business class in seconda fila e persino un sistema di rigenerazione di ossigeno. L’azienda conferma inoltre l’avvio della produzione della B10 a Saragozza, in Spagna, una tappa fondamentale nella strategia di localizzazione della marca.

Torniamo alla B03 (nella foto di apertura), la novità più importante: offre fino a 390 km di autonomia nel ciclo WLTP e supporta la ricarica rapida che consente di passare dal 10 all’80% della capacità della batteria in 21 minuti. Il motore elettrico, con una potenza fino a 145 kW, assicura prestazioni brillanti, efficienza e facilità di utilizzo nella mobilità quotidiana. A bordo figura un touchscreen flottante da 14,6 pollici e un quadro strumenti digitale da 8,8 pollici; mentre la dotazione include 21 sistemi avanzati di assistenza alla guida.

Il brand Forthing del Gruppo Dongfeng, già presente nel 2024 e attivo in Germania e Italia con piani di espansione in Francia, Norvegia e Danimarca, mostra il suv TK5 in versione elettrica e PHEV (ibrida ricaricabile), il crossover TK7 PHEV e il grande van allestito da camper V9; Dongfeng utilizzerà tra l’altro la fabbrica francese Stellantis di Rennes per assemblare alcuni dei suoi modelli. Sempre sul fronte della produzione locale, GAC farà leva sul marchio Aion stringendo un accordo con il costruttore terzista austriaco Magna Steyr per produrre il suv medio Aion V e la compatta Aion UT. Dopo il lancio a Monaco nel 2025 e l’avvio delle vendite in Finlandia e Regno Unito, GAC punta alla Francia, svelando a Parigi l’Aion UT Cross e il suv medio GS7.

Magna Steyr assembla in Austria anche i veicoli di Xpeng, che dopo aver registrato circa 30.000 vendite in Europa fino ad agosto (+165%) punta a inserirsi tra i player cinesi di maggior volume. Il costruttore presenta il suv-ammiraglia G9L, ma l’attenzione è inevitabilmente catturata anche dal suo prototipo di auto volante e da Iron, un robot umanoide.

Il quadro delle novità cinesi a Parigi è completato da Chery, Changan, Li Auto, Aito e il marchio di nicchia 212. Chery Group, fortemente lanciata in Europa con i marchi Omoda e Jaecoo (specie nel Regno Unito) e ora focalizzata sulla Francia anche con la linea economica Tiggo, ha svelato la piccola Chery Q (già vista al Salone di Torino), il suv dalle forme squadrate Tiggo X e la Omoda 4, uno sport utility compatto lungo 4,4 metri concepito come modello globale per i gusti europei, che si posiziona sotto i modelli Omoda 5, Omoda 7 (4,7 metri) e Omoda 9 (4,8 metri).

Chery Q, in particolare, è la citycar 100% elettrica del marchio: lunga 4,19 metri (ma con un passo di 2,70 metri) vanta un bagagliaio da 375 litri a cui si aggiunge un vano anteriore da 70 litri. Il motore da 121 CV è alimentato da una batteria che passa dal 30 all’80% in meno di 17 minuti. In Italia arriverà nel 2027 con batteria da 52 kWh. Tiggo 9 Super Hybrid, invece, è l’ammiraglia del marchio: 4,81 metri, sette posti in configurazione 2+3+2 e bagagliaio fino a 2.065 litri. È spinta da un motore 1.5 TGDi e tre motori elettrici che, insieme, erogano 428 CV e 580 Nm, messi a terra dalla trazione integrale. La batteria da 34,46 kWh garantisce 140 km in elettrico WLTP e 1.050 complessivi. La Tiggo 8 Super Hybrid, lunga 4,72 metri, usa lo stesso sistema a trazione anteriore: 279 CV, 365 Nm, 90 km in elettrico WLTP e 1.090 complessivi.

La Omoda 4, vista in anteprima al Salone Auto Torino, è un crossover full hybrid di 4,42 metri: eroga 224 CV e vanta un bagagliaio da 346 a 1.126 litri. Arriverà nei primi mesi del 2027. Mentre la Omoda 5 si rinnova da cima a fondo: il restyling la allunga di 10 centimetri, a 4,54 metri, con un passo che cresce di 2 centimetri a 2,63 metri e un bagagliaio da 372 litri. L’abitacolo prevede una nuova plancia, sedili con poggiatesta integrato, quadro strumenti da 8,9 pollici e schermo centrale flottante da 15,6″. La propulsione è affidata a un sistema full hybrid, composto da un 1.5 TGDi da 143 CV, motore elettrico da 150 kW, trasmissione a rapporto singolo e batteria da 1,83 kWh, per 224 CV complessivi.

Changan si presenta con vetture del marchio premium Avatr, il crossover elettrico compatto Changan Nevo Q05 al debutto europeo, e i suv della linea Deepal, il S05 e il S07 PHEV già esposti al Salone di Torino. Li Auto esordisce sul mercato europeo, dove intende affermarsi dopo aver venduto circa 400.000 suv elettrici ad autonomia estesa (EREV) in Cina. Le vendite europee partiranno dal crossover medio 100% elettrico i6, che sfiderà Audi Q4 E-Tron, BMW iX3, Polestar 4 e Mercedes GLC elettrica. Li Auto mostra anche il suv EREV L9, lungo 5,3 metri.

Il brand di lusso Aito del Gruppo Seres, forte della tecnologia fornita dal colosso dell’elettronica Huawei, punta invece su un poker di suv elettrici: Aito 6, Aito 7, Aito 8 e Aito 9. L’obiettivo dichiarato è di portare le vendite estere dal meno dell’1% attuale al 20% dei volumi totali entro tre anni. Infine, a Parigi debutta anche il marchio 212, spin-off focalizzato sul fuoristrada di Beijing Automobile Works (BAW): si tratta di un veicolo duro e puro dotato di motori benzina o diesel con elevati angoli di attacco e uscita, idoneo all’utilizzo offroad più impegnativo.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.