Crisi di governo in Belgio per il mancato accordo sulla legge di bilancio: il premier De Wever rassegna le dimissioni davanti a re Filippo
Ci sono voluti otto mesi, l’ultima volta, a dare vita al governo belga guidato da Bart De Wever. Oggi, nemmeno due anni dopo, l’esecutivo rischia una nuova crisi per il mancato accordo della cosiddetta Coalizione Arizona sulla nuova legge di bilancio. Una crisi talmente profonda che, nella mattinata di lunedì, il primo ministro del governo di centrodestra si è recato da Re Filippo I per rassegnare le dimissioni. Una mossa, secondo i media belgi, per uscire dallo stallo entro domani a mezzogiorno, termine ultimo per trovare un accordo sulla manovra.
Resta da capire quale sarà la decisione del sovrano belga. Nel caso in cui le dimissioni venissero respinte, si tratterebbe di un’iniezione di fiducia nei confronti del capo del governo che potrebbe rafforzare la sua posizione e spingere quindi le parti verso un accordo. Se invece dovesse accettare le dimissioni, ecco che si innescherebbe una nuova crisi di governo che spingerebbe il Paese verso nuove elezioni. La terza via potrebbe essere un ‘congelamento’ delle dimissioni, ossia accettarle ma non prima della scadenza dei tempi utili per un accordo sulla manovra.
La maggioranza è stata impegnata, nelle ultime settimane, nella discussione sul bilancio, senza arrivare a un’intesa. Il Belgio ha un deficit pari al 5% e un debito che si aggira attorno al 110% del Pil ed è costretto a una severa procedura di rientro secondo le regole del Patto di stabilità. Questo genererà tagli che andranno a colpire determinate categorie ed è proprio su questo che si scontrano le varie realtà di governo.
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