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Monday, November 2, 2026

Il futuro di Apple è in iPhone Duo, bello da vedere, ancora acerbo da usare

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Sette anni di distanza dal primo Galaxy Fold di Samsung non sono pochi. E infatti basta aprire per la prima volta l'iPhone Duo per rendersi conto di come a Cupertino abbiano studiato il settore e gli errori altrui prima di compiere il grande passo verso gli smartphone pieghevoli. Con iPhone Duo, parte per Apple una nuova era, fatta da un lato dalla qualità costruttiva e hardware di alta fascia, dall'altro dei tipici chiaroscuri di ogni rivoluzione al debutto.
    A differenza della concorrenza, l'iPhone Duo è solido, pesante, in grado di restituire il senso di un dispositivo che vale il prezzo del cartellino, per quanto alto sia. Poi si usa con le applicazioni più disparate e ci si accorge che alcune sono ottimizzate per il doppio schermo, altre (forse troppe), ancora no. Il risultato, come in Google Maps e YouTube, è una barra laterale scura che spezza la visuale, riportandola alle proporzioni di un iPhone tradizionale e, peggio, a un ridimensionamento forzato con il pannello doppio in tutta la sua oggettiva bellezza. Il tempo migliorerà la compatibilità di questi e molti altri software ma ad oggi è una nota stonata per una compagnia che ha sempre fatto dell'ecosistema di app un suo punto di forza.
    Ben poco da dire sotto il profilo della dotazione tecnica: lo schermo interno è rivestito di un trattamento opaco che nasconde il più possibile la piega nel mezzo, un falso problema perché dopo pochi minuti non ci si fa più caso, e riduce al minimo le ditate o i riflessi della luce esterna. Con l'ultimo iOs 27.2 è arrivato anche il supporto alla Apple Pencil usb-c, colmando il vuoto lasciato dalla S Pen sui foldable di Samsung.
    Sotto la scocca lavora il processore A20 Pro, capace di gestire carichi intensi e sessioni multitasking fluide, con solo qualche leggero surriscaldamento con giochi pesanti affiancati allo streaming. Non c'è il Face Id, una mancanza che chi arriva da iPhone noterà, anche perché lo sblocco con le impronte, il Touch Id, non è sempre veloce e preciso e spesso non basta per accedere al telefono, richiedendo di inserire anche il codice preimpostato. Elegante e funzionale il "trucco" software che rende visibile la fotocamera interna per i selfie solo durante lo scatto.
    Un punto a favore è proprio la fotocamera, ma quella esterna: due sensori da 48 megapixel (principale da 26 mm e ultra-grandangolare da 13 mm con ritaglio ottico 2x), che restituiscono scatti equilibrati e prestazioni notevoli in notturna, pur privando del teleobiettivo periscopico presente sulle linee Pro. L'autonomia è tra i punti più solidi, coprendo oltre le 24 ore e arrivando senza alcun problema a sera, quando si può poggiare il Duo su una basetta di ricarica e lasciarlo lì tutta la notte.
    Insomma, iPhone Duo è un dispositivo bello da vedere e da usare ma perfezionabile, come ogni altro oggetto tech di consumo. Non si rivolge a tutti, per fattezze e cartellino di vendita, ma se si accetta qualche compromesso, resta un assaggio concreto di ciò che attende il futuro della telefonia mobile.
    Non solo di Apple.
    iPhone Duo, da 2.369 euro. 
   

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