Troppi droni fuori rotta, la Norvegia potenzia il sistema di allerta ai confini con la Russia per ricevere “allarmi tempestivi”
“Abbiamo visto in altri Paesi che i droni perdono la rotta. La Norvegia prende la questione molto sul serio. Dobbiamo essere preparati, anche se al momento non riscontriamo un aumento della minaccia aerea per la Norvegia o per la popolazione del Finnmark. L’esperienza ucraina dimostra quanto sia importante avere una buona visione d’insieme e ricevere un allarme tempestivo. Si tratta di sensori che rafforzeranno la nostra capacità di individuare i droni”. Così Tore O. Sandvik, esponente del Partito Laburista e ministro della Difesa di Oslo, ha annunciato lo schieramento del sistema di sensori Nasams a Kirkenes, nella regione del Finnmark, al confine con la Russia, che dista soltanto 7,5 chilometri. Oltre alle apparecchiature, saranno dislocati altri 30 soldati che rafforzeranno la guarnigione di Sør-Varanger.
Il sistema Nasams è frutto di una produzione scaturita dalla collaborazione tra l’azienda norvegese Kongsberg e quella americana Raytheon; si tratta di un “pacchetto” che prevede sensori, lanciatori di missili e un centro di controllo per guidarli: nel Finnmark, al momento, saranno schierati solo i sensori; il ministero della Difesa non ha chiarito se in seguito il sistema sarà posizionato al confine nella sua intera potenzialità. Il Nasams è stato consegnato dal novembre 2022 anche all’Ucraina ed è operativo in 13 nazioni tra le quali Stati Uniti, Spagna, Danimarca, Ungheria, Australia, Lituania, Oman e Qatar.
Il governo di Oslo ritiene che la prevenzione sia necessaria in relazione agli episodi in cui durante il conflitto tra Russia e Ucraina, i droni di Mosca hanno violato spazi aerei di paesi legati alla Nato, come la Finlandia e la Lituania. In particolare il 15 maggio scorso il governo di Helsinki ha chiuso l’aeroporto internazionale e chiesto ai cittadini di rimanere in luoghi sicuri. L’8 settembre un drone Shahed ha oltrepassato i confini della Romania e della Moldavia; in quest’ultimo paese l’allarme è scattato di nuovo il 3 ottobre, quando missili russi Banderol e droni sono finiti sul territorio durante un attacco russo alle città ucraine. Anche i droni di Kiev finiscono fuori rotta: il 25 marzo due velivoli senza pilota sono finiti in Estonia e Lituania dopo essere passati per la Russia; il 19 maggio un caccia dell’aviazione rumena ha abbattuto un drone che era entrato nello spazio aereo estone. Secondo la versione fornita dall’Ucraina, i droni finiscono fuori rotta a causa delle contromisure elettroniche russe che cercano di proteggere gli impianti petroliferi nel Baltico.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.