Casa di Montecarlo, procura generale chiede la prescrizione in appello. Ma “condivisibile” la condanna in primo grado
Cala prescrizione sulla casa di Montecarlo, lo “scandalo” esploso nel luglio 2010 che scosse le fondamenta della destra italiana. La procura generale ha chiesto nel processo d’Appello, in corso a Roma, di dichiarare il non doversi procedere per lo scadere dei termini di tempo, nei confronti dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, per la compagna Elisabetta Tulliani, per il fratello Giancarlo Tulliani e per il padre Sergio Tulliani accusati di riciclaggio. La sentenza di prima grado, nell’aprile 2024, aveva condannato Fini a 2 anni e 8 mesi di reclusione, Elisabetta Tulliani e il padre Sergio a 5 anni e Giancarlo Tulliani a 6 anni. Una pronuncia “condivisibile – ha detto il sostituto procuratore generale Roberto Felici nel corso della requisitoria davanti ai giudici della seconda sezione della Corte di Appello di Roma -mentre non condivido le censure proposte con gli atti di appello proposti dai difensori degli imputati”, ha aggiunto il magistrato. Concludendo: “Va preso atto dell’intervenuta prescrizione per i reati contestati”.
Al centro della vicenda giudiziaria c’è la vendita della dimora, lasciata in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale. Secondo l’accusa, la casa sarebbe stata acquistata da Giancarlo Tulliani attraverso società off-shore. Un’operazione effettuata nel 2008, per poco più di 300mila euro e che con la vendita dell’immobile nel 2015 fruttò un milione e 360mila dollari.
Dal canto suo la difesa dell’ex leader di Alleanza Nazionale, con gli avvocati Francesco Caroleo Grimaldi e Michele Sarno, ha chiesto in via principale l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” e in via subordinata di dichiarare la prescrizione. Nell’aprile del 2024 i giudici della quarta sezione del Tribunale di Roma avevano condannato Fini a 2 anni e 8 mesi, la compagna Elisabetta Tulliani e il padre Sergio a 5 anni, il fratello Giancarlo a 6 anni per l’accusa di riciclaggio. La sentenza d’Appello è attesa per il prossimo anno.
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