L'ombra di El Niño 2026, rischio eventi estremi entro la fine di quest'anno

Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration, tra ottobre e dicembre c'è una probabilità dell'83% che si verifichi il più grande fenomeno meteorologico El Niño mai registrato. I dati, pubblicati a pochi giorni dall'avvio della Cop31 in Turchia, con l'Onu che lancia un allarme sull'insufficienza dei fondi per i paesi più poveri. Il nuovo rapporto arriva mentre il fenomeno climatico El Niño continua ad aleggiare come una minaccia su tutto il mondo.
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El Nino (Noaa)
L'allarme dell'Onu
Mentre il riscaldamento globale si avvia a superare la soglia di 1,5 gradi centigradi, i finanziamenti per l'adattamento sono ampiamente insufficienti, con danni che continuano a crescere soprattutto nei paesi in via di sviluppo: è in sintesi l'allarme lanciato nel "Adaptation Gap Report: Ready? Not" (il Rapporto sul divario di adattamento 2026: Pronti? No) dell'Unep - il programma delle Nazioni unite per l'ambiente - che evidenzia come nel 2024 siano aumentati di appena 1 miliardo di dollari rispetto al 2023 i flussi di finanziamento pubblico internazionale per l'adattamento da parte dei paesi sviluppati a quelli in via di sviluppo raggiungendo 28,2-31,7 miliardi di dollari nel 2024.
El Niño proiezioni satellitari (Reuters)
Temperature ed El Niño (Reuters)
L'obiettivo della Cop30
Il rapporto ricorda che il fabbisogno stimato per i paesi in via di sviluppo è di circa 305 miliardi di dollari all'anno entro il 2035. Anche se venisse raggiunto l'obiettivo della Cop30 di triplicare i finanziamenti pubblici internazionali entro il 2035 (portandoli a 85-120 miliardi di dollari all'anno), questo coprirebbe appena il 20-29% del fabbisogno complessivo.
El Niño proiezioni satellitari (Reuters)
I flussi verso i paesi meno sviluppati (Ldc) e i piccoli stati insulari in via di sviluppo (Sids) sono aumentati in termini reali tra il 2019 e il 2024, ma sono diminuiti rispetto al picco del 2022. Triplicare i flussi potrebbe comunque coprire il 49-83% delle loro necessità, osserva il rapporto dell'Unep.
"Il mondo non è pronto ad adattarsi alle attuali condizioni climatiche, figuriamoci cosa comporterà il superamento di 1,5 gradi", ha affermato Inger Andersen, direttrice esecutiva dell'Unep.
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